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sabato 19 febbraio 2011

Haiti: Gli ''aiuti'' sono andati alle ONG, non alla gente!

Fonte: affaritaliani.it

Il 66% di tutte le donazioni che sono state fatte non sono state investite per la gente di Haiti, ma per il funzionamento delle Ong. Alcune hanno deciso di comprare fuoristrada da 40/50 mila dollari.

Evel Fanfan
Il 20% di queste donazioni sono state spese per pagare il personale delle organizzazioni”: è quanto ha denunciato Evel Fanfan, presidente dell'organizzazione “Aumohd-Action des Unités Motivées pour une Haiti de Droit”, organizzazione di avvocati che dal 2002 si occupa della difesa dei diritti umani e civili della popolazione. 


“E' impossibile che nonostante sia stato speso un miliardo di dollari per Haiti, la situazione sia quella che ancora vediamo e che l'epidemia di colera ancora non si riesca controllare. Noi possiamo dire che tutti questi soldi erogati sono stati spesi in progetti che non hanno aiutato”. 
Evel Fanfan è impegnato in Italia per un ciclo di conferenze per far conoscere la reale situazione vissuta dalla popolazione dell'isola caraibica dopo il sisma di magnitudo 7,3 della scala Richter che, il 12 gennaio 2010, ha devastato la capitale dell'isola, Port au Prince ed i centri limitrofi, colpendo circa 3 milioni di persone, con un bilancio di circa 250 mila morti e 1,7 milioni di sfollati, di cui più di un milione ancora nelle tendopoli provvisorie. 


Ad un anno dal sisma, l'emergenza continua in un paese già piegato da dittature decennali, instabilità politica, corruzione, calamità naturali, degrado e povertà. In poco più di 12 mesi, solamente il 5% delle macerie è stato rimosso. La Commissione ad Interim per la Ricostruzione di Haiti (Cirh) è stata al centro di aspre polemiche per l'incapacità di gestire gli oltre 10 miliardi di dollari stanziati dalla “Conferenza internazionale dei donatori per la ricostruzione di Haiti”, tenutasi a New York il 31 marzo 2010, solo in minima parte erogati per la ricostruzione, che stenta a decollare, senza uno stato capace di far fronte alle emergenze. 


Le elezioni del 28 novembre scorso e i brogli elettorali hanno contribuito ad esasperare il clima d'instabilità. Migliaia i morti provocati dall'epidemia di colera esplosa l'ottobre scorso. “In tutto circa 3.333 vittime e più di 148 mila contagi, che hanno messo in luce i limiti del sistema degli aiuti internazionali in un paese che beneficia di un apparato umanitario massiccio” - riporta la Risoluzione del Parlamento europeo sulla situazione di Haiti diffusa il 14 gennaio scorso.
Circa 12 mila organizzazioni soprattutto internazionali concentrate nel paese, che hanno fatto guadagnare all'isola delle Antille l'appellativo di “Repubblica delle Ong”. “Abbiamo discusso con l'80% delle organizzazioni non governative presenti e abbiamo chiesto di creare un osservatorio per evitare lo spreco di denaro e verificare la trasparenze delle spese. La maggior parte non ha accettato una super visione e un controllo”. 


Conclude Evel Fanfan: “Stiamo preparando una petizione indirizzata alla Commissione per la Ricostruzione di Haiti, per chiedere che un piano di lavoro venga pensato insieme alla comunità haitiana. Pertanto siamo qui per sensibilizzare l'opinione pubblica internazionale per chiedere con noi trasparenza, per dire che questo tipo di aiuto non ha avuto alcun tipo di risultato ora e non che lo avrà in futuro e per chiedere alla comunità internazionale di cambiare il suo piano di azione, lavorando con la società civile locale senza escluderla”. 

martedì 11 gennaio 2011

Haiti repubblica delle Ong, console italiano denuncia: “Vanno controllate, spariscono i soldi”


Dal terremoto che ha sconvolto l’isola di Haiti è passato oltre un anno ma, secondo, il console onorario italiano Giovanni De Matteis la situazione è ancora ”catastrofica”. Intervenendo nella trasmissione televisiva “Uno mattina” il console ha spiegato che ad Haiti non c’è ”alcun controllo” sugli aiuti che arrivano dall’estero e per questo ”ci vorrebbe una commissione in grado di controllare dove finiscono” i soldi che vengono inviati per l’emergenza post terremoto.
Un milione di persone – ha aggiunto De Matteis – sono ancora sotto le tende e la campagna elettorale ha portato via tutti gli aiuti destinati alla popolazione”. Secondo il console, inoltre, Haiti è diventata ”la Repubblica delle Ong: ce ne sono più di 10 mila e non si sa cosa fanno e come spendono i soldi. Gli è stato chiesto un bilancio e solo il 20% delle Ong ha potuto presentarlo”.
Anche per questo De Matteis ha chiesto una commissione ”in grado di controllare dove finiscono gli importanti aiuti che giungono dall’Unione Europea, dagli Usa e dagli altri paesi”. E, rispondendo ad una domanda sul ruolo di controllo che avrebbe dovuto avere in questo senso l’Onu, spiega che l’operato delle Nazioni unite e’ stato ”molto contestato” e questo ”è uno dei grandi problemi”.
La denuncia di De Matteis segue di pochi giorni un articolo dell’Huffington Post in cui si osservava come, su 1,4 miliardi di fondi raccolti per l’isola, solo il 38% sia stato effettivamente distribuito agli haitiani. Il sospetto, qualcosa di più, del blog Usa è che gran parte della cifra sia in realtà stata utilizzata proprio per il mantenimento delle centinaia di organizzazioni presenti sul territorio.
Il ministro degli Esteri Franco Frattini invece, sempre parlando ad “Uno mattina” difende il governo italiano che, a suo giudizio,  ”ha fatto moltissimo” dalle prime ore dopo il terribile terremoto di Haiti inviando squadre di pronto intervento ”per far fronte alla disperazione” dei primi momenti.
Sempre secondo il ministro l’aiuto è continuato con ”contributi economici importanti”, arrivati, tra quelli per il terremoto e quelli per il colera, a 70 milioni di euro.  ”Ora – ha concluso Frattini – continuiamo con l’assistenza economica, umanitaria, e con interventi importanti per la fornitura di medicine”.