Fonte: TicinoNews
Fanno leva su casi di beneficenza per estorcere denaro e truffare la gente. Intervistato Renato Pizolli, portavoce della polizia cantonale
Dopo il caso emerso questa mattina di una donna che a Olivone ha cercato in alcuni esercizi pubblici di farsi donare soldi per il Circo Tonino (ipotesi smentita dalla famiglia Molnar, anima della compagnia circense) abbiamo chiesto lumi alla polizia sul tema.
I casi di truffa di questo tipo, persone che facendo leva in alcuni casi sulla beneficenza tentano di estorcere denaro, sono in aumento?
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Notizie ed informazioni per capire quello che c'è dietro al mercato della beneficenza e del non profit
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venerdì 27 luglio 2012
sabato 7 luglio 2012
Beneficenza online: come evitare le truffe
di Michele Ciceri
Fonte Idee Green
Social media e mailing sono gli strumenti dei truffatori online
Il mondo online e offline pullula di organizzazioni fraudolente che dichiarano di occuparsi di raccolta fondi per le più disparate cause caritatevoli. I truffatori online - prevalentemente attraverso social media e comunicazioni elettroniche - fanno del loro meglio per toccare le corde del cuore di chi intende invece agire a fin di bene.
Queste frodi registrano dei veri e propri picchi, in particolare durante i periodi di vacanze e dopo gravi calamità (il terremoto in Emilia Romagna per esempio). I truffatori spesso si mettono nei panni di enti di beneficenza conosciuti o creano organizzazioni disoneste che fingono di offrire aiuto alle vittime di un determinato evento, sperando di far leva sulla natura altruistica delle persone in tutto il mondo. Secondo l’FBI – guardando per esempio alla realtà americana - dei 4.000 siti web istituiti per assistere le vittime in seguito all’uragano Katrina, ben il 60% in realtà era fasullo.
Con il termine Charity Scam si definisce proprio una truffa organizzata secondo i meccanismi della beneficenza online. In alcuni casi, è difficile distinguere ciò che è reale e serio da una truffa. Alcune organizzazioni fraudolente utilizzano nomi molto simili a quelli di enti di beneficenza esistenti enti. Per ottenere donazioni inviano messaggi di spam attraverso e-mail, social media o popup.
Oltre a richiedere un contributo in soldi, queste e-mail (veri e propri phishing) possono anche indurre a fornire informazioni personali quali nomi utente, password, informazioni finanziarie, ecc, ognuna delle quali può essere utilizzata per il furto d’identità.
Gli esperti di Zone Alarm, divisione consumer dell’azienda Check Point, leader mondiale nei sistemi di sicurezza IT, spiegano che gli hacker inoltre utilizzano una tecnica chiamata SEO poisoning per ingannare gli utenti. Sapendo che la maggior parte delle persone attinge alle notizie online, gli hacker creano siti web infettati da malware e falsano i risultati di una ricerca per parole chiave - quali ad esempio ‘vittime dell’uragano’ o ‘disastro Giappone’ - così da comparire tra i primi siti della schermata. Cliccando su questi link si sprigiona un malware che trasforma il computer in una botnet o in informazioni utili per l’hacker.
Cosa fare se si desidera donare in sicurezza?
Utenti desiderosi di donare per una causa, con la certezza di farlo a favore di un legittimo ente di beneficenza, possono seguire questi suggerimenti:
“I criminali su Internet sono furbi. Essere informati sulle loro tattiche può servire ad impedire di essere truffati. Tuttavia, nonostante tutte le precauzioni, è possibile caderne vittima”, afferma Bari Abdul, vice presidente e responsabile di ZoneAlarm. “Se ritenete di essere stati presi di mira da un artista della truffa via Internet, è importante contattare le autorità competenti, come per sporgere denuncia. Questo può forse permettervi di recuperare i vostri soldi, ma può sicuramente essere utile a prevenire altri casi.”
Fonte Idee Green
Social media e mailing sono gli strumenti dei truffatori online
Il mondo online e offline pullula di organizzazioni fraudolente che dichiarano di occuparsi di raccolta fondi per le più disparate cause caritatevoli. I truffatori online - prevalentemente attraverso social media e comunicazioni elettroniche - fanno del loro meglio per toccare le corde del cuore di chi intende invece agire a fin di bene.
Queste frodi registrano dei veri e propri picchi, in particolare durante i periodi di vacanze e dopo gravi calamità (il terremoto in Emilia Romagna per esempio). I truffatori spesso si mettono nei panni di enti di beneficenza conosciuti o creano organizzazioni disoneste che fingono di offrire aiuto alle vittime di un determinato evento, sperando di far leva sulla natura altruistica delle persone in tutto il mondo. Secondo l’FBI – guardando per esempio alla realtà americana - dei 4.000 siti web istituiti per assistere le vittime in seguito all’uragano Katrina, ben il 60% in realtà era fasullo.
Con il termine Charity Scam si definisce proprio una truffa organizzata secondo i meccanismi della beneficenza online. In alcuni casi, è difficile distinguere ciò che è reale e serio da una truffa. Alcune organizzazioni fraudolente utilizzano nomi molto simili a quelli di enti di beneficenza esistenti enti. Per ottenere donazioni inviano messaggi di spam attraverso e-mail, social media o popup.
Oltre a richiedere un contributo in soldi, queste e-mail (veri e propri phishing) possono anche indurre a fornire informazioni personali quali nomi utente, password, informazioni finanziarie, ecc, ognuna delle quali può essere utilizzata per il furto d’identità.
Gli esperti di Zone Alarm, divisione consumer dell’azienda Check Point, leader mondiale nei sistemi di sicurezza IT, spiegano che gli hacker inoltre utilizzano una tecnica chiamata SEO poisoning per ingannare gli utenti. Sapendo che la maggior parte delle persone attinge alle notizie online, gli hacker creano siti web infettati da malware e falsano i risultati di una ricerca per parole chiave - quali ad esempio ‘vittime dell’uragano’ o ‘disastro Giappone’ - così da comparire tra i primi siti della schermata. Cliccando su questi link si sprigiona un malware che trasforma il computer in una botnet o in informazioni utili per l’hacker.
Cosa fare se si desidera donare in sicurezza?
Utenti desiderosi di donare per una causa, con la certezza di farlo a favore di un legittimo ente di beneficenza, possono seguire questi suggerimenti:
- Non rispondere o aprire allegati di mail non richieste, che affermano di provenire da organizzazioni di beneficenza.
- Donare direttamente attraverso il sito web dell’organizzazione. Non seguire link da e-mail verso siti di donazione e non permettere a uno singolo individuo o a un’organizzazione terza di donare a proprio nome.
- Contattare l’ente caritatevole direttamente per autenticare la raccolta fondi (utilizzare un numero di telefono locale o comunque riconosciuto a livello nazionale, non il numero di telefono indicato nella e-mail).
- Verificare con attenzione il nominativo dell’organizzazione che richiede la donazione, in particolare se simile a quello di un’organizzazione più nota.
- Non divulgare informazioni personali quali codice fiscale e/o numero di tessera sanitaria.
- Prendere nota dell’indirizzo web dell’organizzazione. La maggior parte delle organizzazioni no-profit legittime terminano in .org, non in .com.
- Diffidare di sollecitazioni provenienti da parte di coloro che affermano di essere vittime stesse, sopravvissute a un disastro molto pubblicizzato.
“I criminali su Internet sono furbi. Essere informati sulle loro tattiche può servire ad impedire di essere truffati. Tuttavia, nonostante tutte le precauzioni, è possibile caderne vittima”, afferma Bari Abdul, vice presidente e responsabile di ZoneAlarm. “Se ritenete di essere stati presi di mira da un artista della truffa via Internet, è importante contattare le autorità competenti, come per sporgere denuncia. Questo può forse permettervi di recuperare i vostri soldi, ma può sicuramente essere utile a prevenire altri casi.”
domenica 29 maggio 2011
Donazioni, sette regole per evitare i truffatori
Fonte: superabile.it
Le regole per tutelarsi ed evitare le truffe stilate dall'Istituto italiano della donazione (Iid). ''La presenza di un testimonial non è garanzia di affidabilità". Guidotti, presidente dell'Istituto: "Raccogliere informazioni sull'associazione e chiedere materiale di ritorno"
Volete fare un donazione a una Ong impegnata in progetti di solidarietà e volete essere sicuri che il vostro denaro vada a buon fine? La notizia diffusa oggi dell'accusa per truffa aggravata i danni dell'attore Edoardo Costa (protagonista della soap opera "Vivere"), che si sarebbe impossessato di 570 mila euro che aveva invece raccolto per beneficenza, fa scattare un campanello d'allarme.
Esistono degli strumenti per tutelarsi ed evitare le truffe. L'Istituto italiano della donazione (Iid), ha messo a disposizione un elenco di sette regole per mettere i donatori al riparo di potenziali truffatori. Andare sul sito internet dell'associazione o della Ong per raccogliere informazioni dettagliate sulle sue attività è il primo passo. Può essere utile anche procurarsi delle pubblicazioni o contattare i responsabili dei progetti per ottenere informazioni in modo diretto.
L'Iid suggerisce poi di "verificare se l'associazione rende nota la sua struttura, se spiega quali sono i suoi organi di governo e di controllo, la sua missione. Per quanto riguarda i progetti, è importante che siano illustrate le finalità, le modalità di realizzazione, i costi, i tempi, i risultati attesi e che siano indicati gli eventuali partner". Anche la pubblicazione del bilancio economico, del rapporto annuale delle attività (bilancio sociale o di missione) in cui siano specificati costi e risultati ottenuti, sono indicatori di serietà e trasparenza. "Il donatore deve informarsi, raccogliere informazioni sull'associazione, chiedere materiale di ritorno - spiega Maria Guidotti, presidente dell'Istituto italiano della donazione -. Inoltre le donazioni dovrebbero essere fatte con un bonifico su conto corrente, o comunque essere tracciabili, in modo da rendere più facile il rilevamento di un'eventuale truffa". Un avvertimento anche sulla presenza di eventuali testimonial celebri, che possono essere utili per far conoscere un progetto, "ma la presenza del volto di un personaggio celebre non è di per sé garanzia di serietà", conclude Maria Guidotti.
"Per scongiurare il rischio truffe, l'Agenzia per il terzo settore ha emanato sei mesi fa le linee guida sulla raccolta fondi. Nel 2012 sarà disponibile un elenco delle associazioni che hanno aderito", aggiunge Stefano Zamagni, presidente dell'Agenzia per il Terzo settore. Un elenco pubblico, che sarà consultabile online e che darà agli utenti una garanzia in più sulla trasparenza dell'associazione. "Dobbiamo continuare a denunciare e perseguire chiunque commetta delle truffe in questo settore - conclude Zamagni - ma non bisogna fare di ogni erba un fascio. Ci sono migliaia di persone che si impegnano in maniera irreprensibile. Le donazioni devono aumentare".
Le regole per tutelarsi ed evitare le truffe stilate dall'Istituto italiano della donazione (Iid). ''La presenza di un testimonial non è garanzia di affidabilità". Guidotti, presidente dell'Istituto: "Raccogliere informazioni sull'associazione e chiedere materiale di ritorno"
Volete fare un donazione a una Ong impegnata in progetti di solidarietà e volete essere sicuri che il vostro denaro vada a buon fine? La notizia diffusa oggi dell'accusa per truffa aggravata i danni dell'attore Edoardo Costa (protagonista della soap opera "Vivere"), che si sarebbe impossessato di 570 mila euro che aveva invece raccolto per beneficenza, fa scattare un campanello d'allarme.
Esistono degli strumenti per tutelarsi ed evitare le truffe. L'Istituto italiano della donazione (Iid), ha messo a disposizione un elenco di sette regole per mettere i donatori al riparo di potenziali truffatori. Andare sul sito internet dell'associazione o della Ong per raccogliere informazioni dettagliate sulle sue attività è il primo passo. Può essere utile anche procurarsi delle pubblicazioni o contattare i responsabili dei progetti per ottenere informazioni in modo diretto.
L'Iid suggerisce poi di "verificare se l'associazione rende nota la sua struttura, se spiega quali sono i suoi organi di governo e di controllo, la sua missione. Per quanto riguarda i progetti, è importante che siano illustrate le finalità, le modalità di realizzazione, i costi, i tempi, i risultati attesi e che siano indicati gli eventuali partner". Anche la pubblicazione del bilancio economico, del rapporto annuale delle attività (bilancio sociale o di missione) in cui siano specificati costi e risultati ottenuti, sono indicatori di serietà e trasparenza. "Il donatore deve informarsi, raccogliere informazioni sull'associazione, chiedere materiale di ritorno - spiega Maria Guidotti, presidente dell'Istituto italiano della donazione -. Inoltre le donazioni dovrebbero essere fatte con un bonifico su conto corrente, o comunque essere tracciabili, in modo da rendere più facile il rilevamento di un'eventuale truffa". Un avvertimento anche sulla presenza di eventuali testimonial celebri, che possono essere utili per far conoscere un progetto, "ma la presenza del volto di un personaggio celebre non è di per sé garanzia di serietà", conclude Maria Guidotti.
"Per scongiurare il rischio truffe, l'Agenzia per il terzo settore ha emanato sei mesi fa le linee guida sulla raccolta fondi. Nel 2012 sarà disponibile un elenco delle associazioni che hanno aderito", aggiunge Stefano Zamagni, presidente dell'Agenzia per il Terzo settore. Un elenco pubblico, che sarà consultabile online e che darà agli utenti una garanzia in più sulla trasparenza dell'associazione. "Dobbiamo continuare a denunciare e perseguire chiunque commetta delle truffe in questo settore - conclude Zamagni - ma non bisogna fare di ogni erba un fascio. Ci sono migliaia di persone che si impegnano in maniera irreprensibile. Le donazioni devono aumentare".
martedì 22 marzo 2011
Terremoto Giappone, attenti alle truffe
Di Paola Assanti
Fonte: Guadagno Risparmiando
Attenzione alle truffe on line, e non solo, riguardanti il devastante terremoto che ha colpito il Giappone qualche giorno fa. In queste occasioni, purtroppo, sono sempre presenti atti di sciacallaggio, e non mancano persone che desiderano trarre benefici daeventi drammatici come quello che ha colpito la popolazione nipponica. In caso dicatastrofi come quella giapponese, sono sempre innumerevoli le associazioni che portano avanti manifestazioni di solidarietà, chiedendo aiuto alla gente comune attraverso donazioni che vanno dal semplice sms del valore di 1, 2 o 5 euro, a donazioni più consistenti, ma sono poche quelle di cui realmente è possibile fidarsi. Come si fa a sapere se i nostri soldi verranno destinati a quello scopo? E’ questo l’allarme lanciato da Altroconsumo, perchè i soldi che servono per risollevare le sorti del Giappone sono davvero molti, ma ancora di più sono coloro che vogliono specularci.
Fonte: Guadagno Risparmiando
Attenzione alle truffe on line, e non solo, riguardanti il devastante terremoto che ha colpito il Giappone qualche giorno fa. In queste occasioni, purtroppo, sono sempre presenti atti di sciacallaggio, e non mancano persone che desiderano trarre benefici daeventi drammatici come quello che ha colpito la popolazione nipponica. In caso dicatastrofi come quella giapponese, sono sempre innumerevoli le associazioni che portano avanti manifestazioni di solidarietà, chiedendo aiuto alla gente comune attraverso donazioni che vanno dal semplice sms del valore di 1, 2 o 5 euro, a donazioni più consistenti, ma sono poche quelle di cui realmente è possibile fidarsi. Come si fa a sapere se i nostri soldi verranno destinati a quello scopo? E’ questo l’allarme lanciato da Altroconsumo, perchè i soldi che servono per risollevare le sorti del Giappone sono davvero molti, ma ancora di più sono coloro che vogliono specularci.
Non crediamo che siate stupidi, ma pensiamo sia doveroso allertare la gente che in buona fede consegna anche solo un euro a gente che poi, di quel denaro, farà un uso differente da quello che crediamo. Si sconsiglia categoricamente di fidarsi dei gruppi nati su facebook (anche se alcuni possono avere le migliori intenzioni…) e che promuovono solidarietà per le vittime del terremoto, o di chi ci ferma per strada, o di mail in cui si legge che a spedirvela è una vittima giapponese che ha bisogno di aiuto. Se poi volete contribuire in qualche modo, ma volete avere delle credienziali sull’ente a cui volete donare il vostro denaro, potete constatarne la legittimità con l’Internal Revenue Service (IRS), Charity Navigator o il sito di donazioni Better Business Bureau.
E’ meglio concentrarsi su gruppi già conosciuti, come AmeriCares, Comitato di soccorso internazionale, Save the Children, Croce Rossa americana e Croce Rossa italiana. Donare a queste associazioni è molto semplice, perchè spesso è necessario solo un sms o una telefonata. Per informazioni sulle donazioni in generale, consultate i siti internet inerenti le associazioni che vi abbiamo consigliato, così come altre accreditate e non menzionate, come Amnesty International ed Emergency. Diffidate, invece, particolarmente di internet e di siti che non conoscete, come ad esempio quelli nati da poco, magari pochi minuti dopo il terremoto in Giappone. Quando accadono catastrofi simili, succede che numerosi siti nascano improvvisamente con un denominatore comune, aiutare cioè chi è stato vittima del disastro, mentre organizzare veri e propri aiuti è ben diverso.
domenica 6 marzo 2011
Beneficenza, tante truffe con successo e vere richieste inascoltate
di Lucia Pippi
Fonte:
luciapippi.com
Le truffe sulla beneficenza sono sempre in agguato, ormai è noto. Gente che si spaccia per appartenenti alla Croce rossa, o ad altre associazioni benefiche e chiede denaro, che so, per un pulmino per disabili piuttosto che per una scuola in un paese dal nome impronunciabile. Anzi. Ho risposto io ad una telefonata di un tale che chiedeva soldi per un abbonamento ad una rivista dei carabinieri, dato che l’Arma, secondo queste persone, era in difficoltà economiche tali da non poter nemmeno pagare gli straordinari o garantire un pattugliamento del territorio adeguato per mancanza di macchine e di benzina. Ovviamente, non ci ho creduto nemmeno mezzo secondo. Così come non credo alle tante e-mail della vedova russa, francese o che diavolo ne so io, che chiede il numero del nostro conto corrente in cui far transitare una cospicua somma di denaro per evitare che gli eredi del marito la lascino in mutande, promettendo, in cambio del favore, una cospicua ricompensa. E diffido anche di quelli che chiedono contributi per salvare questo o quel bambino malato che si trova, se tutto va bene, dall’altra parte del mondo. E’ chiaro, mi sono sempre detta che in questi casi chi manda queste e-mail non è il genitore del bambino, visto che non potrebbe mai speculare sulla pelle del proprio figlio inventandosi una malattia tanto assurda e una storia tanto drammatica solo per far soldi. Invece no. La realtà in molti casi supera la fantasia. E c’è chi, pur di tirar su qualche euro, ha falsificato i certificati di malattia della propria bambina istruendola a dire cose non vere anche durante le interviste televisive. Con l’aiuto del marito e di un complice, la donna era riuscita a falsificare la documentazione medica, facendo credere che la figlia fosse affetta da una gravissima patologia al polmone, la cosiddetta “sindrome del lobo medio” riuscendo ad ottenere il riconoscimento dell’invalidità al 100%. In realtà la bimba era stata ricoverata all’ospedale Gaslini di Genova per disturbi non gravi, ma era stata falsificata la cartella clinica. La trasmissione “Le Iene” aveva sollevato dubbi sul caso e ieri, al termine di indagini svolte dalla Procura di Napoli, Luisa Pollaro, di 36 anni, madre della piccola, è stata arrestata con le accuse di truffa aggravata, falso ideologico per induzione di Pubblico Ufficiale e falso materiale. Indagati il marito, Vincenzo Ciotola, e un amico della coppia, Gianluca Scelzo, per i quali il gip ha respinto la richiesta di obbligo di firma chiesta dal pm Aldo Ingangi. Ad eseguire l’ordinanza sono stati gli agenti del commissariato di Fiumicino. Durante le numerose “ospitate televisive” i due genitori avevano sostenuto che la figlia soffrisse di continue crisi respiratorie, e che per vivere necessitasse di un costoso intervento salvavita da eseguirsi in una clinica specializzata negli Stati Uniti. Si erano poi aggiunte serate di beneficienza in diverse regioni d’Italia, attraverso le quali i due erano riusciti a mettere in atto numerosissime truffe, in danno di cittadini, persone dello spettacolo ed enti pubblici. Nel 2008, per promuovere la raccolta fondi, era nata l’ associazione “Assocentauri” con la creazione di un account su Facebook per aggiornare tutti gli utenti sulla situazione psico-fisica della bambina. Numerose le donazioni, sia in denaro che in beni di svariata natura, fatte a favore della famiglia e accreditate direttamente nei conti correnti dei truffatori. Poi nel 2007 una casa editrice aveva pubblicato il primo libro autobiografico scritto dalla bambina “Voglia di vita, i miei giorni in ospedale”, seguito dalla pubblicazione del secondo libro, scritto dalla madre, intitolato “La vita continua” nel 2009. Con le stesse modalità, la coppia era riuscita a ingannare i componenti della Commissione Invalidi Civili della Asl, ottenendo fin dall’aprile del 2005, un’ indennità di invalidità pari al 100%. E’ stata un’agente del commissariato di Fiumicino, presente ad una serata di beneficienza dell’Associazione nel novembre 2009, a insospettirsi per il comportamento estremamente vivace della piccola che poco sembrava conciliare con la malattia “pubblicizzata”. Attraverso il raffronto con la documentazione originale delle cartelle cliniche degli ospedali e quella in possesso all’Associazione si sono subito riscontrate contraffazioni e falsificazioni. La magistratura ha disposto il blocco dei conti correnti intestati ai due genitori per un valore di 178mila euro. Sono state, inoltre, sequestrate migliaia di libri pronti alla vendita. Ecco. Io non ho mai visto questi genitori. Comunque mi sento di augurare loro una cosa: una bella malattia come quella che hanno tanto pubblicizzato per la loro figlia. Non alla bambina, me ne guardo bene! Lei non ha colpe, è solo nata da due elementi del genere che non meritano davvero niente. Magari, se gli capitasse davvero una cosa del genere, si renderebbero conto che la malattia è una cosa seria e non va bene speculare sulla buona fede e sulla commozione di tante persone. Perché chi ha figli che stanno male sul serio, e ne ho conosciuti tanti, anche indirettamente come i genitori di Chiara, a cui Pianeta Umbria ha dedicato una serie di servizi, la bambina di Foligno affetta da un malattia rarissima, chiedono molto poco e lo fanno con grande dignità. Nel caso di Chiara l’unica richiesta è quella di un parcheggio sotto casa per non creare troppi disagi alla bambina durante gli spostamenti. E lo hanno fatto con molta umiltà, con un sorriso talmente dolce che davvero è arrivato al cuore di ciascuno di noi, “Pianetelli umbri”. Una richiesta che, speriamo, il Comune accolga al più presto (anche perché noi gli stiamo col fiato sul collo e siamo pronti a sparare duro…). Come vedete, niente in confronto ai tanti soldi chiesti da questa donna schifosa e dal marito. E Chiara sta male sul serio e ha bisogno di tante cose… La storia di questa famiglia la trovate qui, nel video della puntata di Pianeta Umbria andata in onda il 14 gennaio scorso. Come hanno detto Mirko e Serena in quell’occasione, leggendo un cartellone realizzato da Arianna: “Vogliamo un parcheggio per Chiara!”. E chi può farlo, glielo dia! Non è beneficenza, è solo il riconoscimento di un diritto ad un padre, ad una madre e a una bambina malata.
Le truffe sulla beneficenza sono sempre in agguato, ormai è noto. Gente che si spaccia per appartenenti alla Croce rossa, o ad altre associazioni benefiche e chiede denaro, che so, per un pulmino per disabili piuttosto che per una scuola in un paese dal nome impronunciabile. Anzi. Ho risposto io ad una telefonata di un tale che chiedeva soldi per un abbonamento ad una rivista dei carabinieri, dato che l’Arma, secondo queste persone, era in difficoltà economiche tali da non poter nemmeno pagare gli straordinari o garantire un pattugliamento del territorio adeguato per mancanza di macchine e di benzina. Ovviamente, non ci ho creduto nemmeno mezzo secondo. Così come non credo alle tante e-mail della vedova russa, francese o che diavolo ne so io, che chiede il numero del nostro conto corrente in cui far transitare una cospicua somma di denaro per evitare che gli eredi del marito la lascino in mutande, promettendo, in cambio del favore, una cospicua ricompensa. E diffido anche di quelli che chiedono contributi per salvare questo o quel bambino malato che si trova, se tutto va bene, dall’altra parte del mondo. E’ chiaro, mi sono sempre detta che in questi casi chi manda queste e-mail non è il genitore del bambino, visto che non potrebbe mai speculare sulla pelle del proprio figlio inventandosi una malattia tanto assurda e una storia tanto drammatica solo per far soldi. Invece no. La realtà in molti casi supera la fantasia. E c’è chi, pur di tirar su qualche euro, ha falsificato i certificati di malattia della propria bambina istruendola a dire cose non vere anche durante le interviste televisive. Con l’aiuto del marito e di un complice, la donna era riuscita a falsificare la documentazione medica, facendo credere che la figlia fosse affetta da una gravissima patologia al polmone, la cosiddetta “sindrome del lobo medio” riuscendo ad ottenere il riconoscimento dell’invalidità al 100%. In realtà la bimba era stata ricoverata all’ospedale Gaslini di Genova per disturbi non gravi, ma era stata falsificata la cartella clinica. La trasmissione “Le Iene” aveva sollevato dubbi sul caso e ieri, al termine di indagini svolte dalla Procura di Napoli, Luisa Pollaro, di 36 anni, madre della piccola, è stata arrestata con le accuse di truffa aggravata, falso ideologico per induzione di Pubblico Ufficiale e falso materiale. Indagati il marito, Vincenzo Ciotola, e un amico della coppia, Gianluca Scelzo, per i quali il gip ha respinto la richiesta di obbligo di firma chiesta dal pm Aldo Ingangi. Ad eseguire l’ordinanza sono stati gli agenti del commissariato di Fiumicino. Durante le numerose “ospitate televisive” i due genitori avevano sostenuto che la figlia soffrisse di continue crisi respiratorie, e che per vivere necessitasse di un costoso intervento salvavita da eseguirsi in una clinica specializzata negli Stati Uniti. Si erano poi aggiunte serate di beneficienza in diverse regioni d’Italia, attraverso le quali i due erano riusciti a mettere in atto numerosissime truffe, in danno di cittadini, persone dello spettacolo ed enti pubblici. Nel 2008, per promuovere la raccolta fondi, era nata l’ associazione “Assocentauri” con la creazione di un account su Facebook per aggiornare tutti gli utenti sulla situazione psico-fisica della bambina. Numerose le donazioni, sia in denaro che in beni di svariata natura, fatte a favore della famiglia e accreditate direttamente nei conti correnti dei truffatori. Poi nel 2007 una casa editrice aveva pubblicato il primo libro autobiografico scritto dalla bambina “Voglia di vita, i miei giorni in ospedale”, seguito dalla pubblicazione del secondo libro, scritto dalla madre, intitolato “La vita continua” nel 2009. Con le stesse modalità, la coppia era riuscita a ingannare i componenti della Commissione Invalidi Civili della Asl, ottenendo fin dall’aprile del 2005, un’ indennità di invalidità pari al 100%. E’ stata un’agente del commissariato di Fiumicino, presente ad una serata di beneficienza dell’Associazione nel novembre 2009, a insospettirsi per il comportamento estremamente vivace della piccola che poco sembrava conciliare con la malattia “pubblicizzata”. Attraverso il raffronto con la documentazione originale delle cartelle cliniche degli ospedali e quella in possesso all’Associazione si sono subito riscontrate contraffazioni e falsificazioni. La magistratura ha disposto il blocco dei conti correnti intestati ai due genitori per un valore di 178mila euro. Sono state, inoltre, sequestrate migliaia di libri pronti alla vendita. Ecco. Io non ho mai visto questi genitori. Comunque mi sento di augurare loro una cosa: una bella malattia come quella che hanno tanto pubblicizzato per la loro figlia. Non alla bambina, me ne guardo bene! Lei non ha colpe, è solo nata da due elementi del genere che non meritano davvero niente. Magari, se gli capitasse davvero una cosa del genere, si renderebbero conto che la malattia è una cosa seria e non va bene speculare sulla buona fede e sulla commozione di tante persone. Perché chi ha figli che stanno male sul serio, e ne ho conosciuti tanti, anche indirettamente come i genitori di Chiara, a cui Pianeta Umbria ha dedicato una serie di servizi, la bambina di Foligno affetta da un malattia rarissima, chiedono molto poco e lo fanno con grande dignità. Nel caso di Chiara l’unica richiesta è quella di un parcheggio sotto casa per non creare troppi disagi alla bambina durante gli spostamenti. E lo hanno fatto con molta umiltà, con un sorriso talmente dolce che davvero è arrivato al cuore di ciascuno di noi, “Pianetelli umbri”. Una richiesta che, speriamo, il Comune accolga al più presto (anche perché noi gli stiamo col fiato sul collo e siamo pronti a sparare duro…). Come vedete, niente in confronto ai tanti soldi chiesti da questa donna schifosa e dal marito. E Chiara sta male sul serio e ha bisogno di tante cose… La storia di questa famiglia la trovate qui, nel video della puntata di Pianeta Umbria andata in onda il 14 gennaio scorso. Come hanno detto Mirko e Serena in quell’occasione, leggendo un cartellone realizzato da Arianna: “Vogliamo un parcheggio per Chiara!”. E chi può farlo, glielo dia! Non è beneficenza, è solo il riconoscimento di un diritto ad un padre, ad una madre e a una bambina malata.
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