Visualizzazione post con etichetta Falsa ONG. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Falsa ONG. Mostra tutti i post

lunedì 5 settembre 2011

Spagna. Usava una falsa ONG come copertura per i soldi


Fonte Madrid Press
Traduzione Google Traduzioni e corretta rapidamente.
(suggerisci una traduzione migliore)




Agenti della Polizia Nazionale hanno arrestato una donna sospettata di almeno 18 reati di frode, più un numero imprecisato di crimini contro i diritti dei lavoratori, minacce e usurpazione di stato civile nel distretto di Puente de Vallecas, attraverso la copertura di una presunta organizzazione non governativa (ONG).
Come riportato dalla Questura di Madrid, l'indagine è iniziata lo scorso giugno, con l'arrivo alla stazione di Puente de Vallecas di diverse denunce simili contro il presunto truffatore, Yolanda FF 


Pare che sia stato pubblicizzato tramite volantini e pubblicità in vari giornali e siti web, offrendo corsi di estetica gratuiti, e una volta conquistato la fiducia delle vittime, abbia chiesto il pagamento di 60 euro per finanziare il corso e i materiali utilizzati. 


Aveva dichiarato  alle loro vittime che l'importo richiesto, oltre a coprire il corso, avrebbe dovuto aiutare i bambini malati. Altre volte, l'importo richiesto è stato di quantità molto maggiore, con le scuse più improbabili. 


A seguito di numerose lamentele da parte delle vittime sulla qualità e contenuto del corso, Yolanda FF rispose offrendo la possibilità di un lavoro come insegnanti, che avrebbe pagato con una retribuzione mensile tra 800 e 1.600 euro per lavorare due giorni alla settimana, ma che avrebbero dovuto pagare un deposito tra 300 e 600 euro. 


Diverse le giovani donne sono andate quindi a lavorare per mesi senza ricevere alcuno stipendio, previdenza sociale.


Dopo molti sforzi, gli investigatori hanno scoperto che i corsi attualmente chiusi si sono tenuti presso un distretto di Madrid Puente de Vallecas, ma era abitualmente residente nella città di Aranjuez. Ai primi di luglio gli agenti l'hanno arrestata e messa a disposizione dell'autorità giudiziaria. 


La ricerca è stata effettuata dal Gruppo di Polizia Giudiziaria di Ponte di Vallecas, con l'aiuto degli agenti di polizia di Aranjuez, entrambi appartenenti alla Questura di Madrid.

venerdì 15 luglio 2011

Un'argentina ed il suo partner condannati per aver chiesto soldi per una finta ONG.

Fonte Terra.com
Traduzione dallo spagnolo Google Traduzioni.
(Suggerisci una traduzione migliore)



Una cittadina Argentina e il suo partner, un uomo della regione spagnola di Valencia (est) sono stati condannati a 4 anni di carcere per aver frodato alcune persone, che hanno ricevuto 223.600 € (313.000 dollari) come membri di una ONG falsa.
Secondo la sentenza a cui Efe ha avuto accesso, tra i mesi di febbraio e marzo 2008 la moglie, Estela TS, approvata dal presidente di una ONG che ha permesso agli investitori di ottenere grandi profitti, mentre l'uomo, Manuel SM ", grazie alla loro tedesco" è stato presentato come intermediario per una banca svizzera.
L'ONG è stata falsa pro umanità mondiale di solidarietà (OMHS), che avrebbe lavorato in un progetto di mensa per i bisognosi.
Nello svolgimento di tale attività simulata, sia contattato diverse persone ad investire "ingenti somme" di denaro promettendo di cambiare un "enormi profitti" come risultato di grande interesse, che, dice il procuratore, non è stato possibile se si trattava di una organizzazione non-profit.
Con questa struttura, è riuscito a catturare la cifra menzionata da convincere quattro persone, tre di loro vivono a Minorca (Isole Baleari) e il quarto a Bilbao (Paesi Baschi).
I quattro colpiti ripetutamente viaggiato nella regione di Valencia per incontrare i due imputati nella città di Masamagrell o aveva affittato un ufficio nella città di Valencia, uno spazio di lusso, dice il comunicato, "abbagliati le vittime".
Gli imputati rimborsa i soldi alle vittime investito oltre agli interessi legali, e pagare una multa di dieci mesi con una quota giornaliera di € 12 (16,8 dollari) ei costi dell'azione penale

sabato 9 ottobre 2010

Pakistan: falsa ONG sfrutta le sofferenze dei cristiani

Fonte Radio Vaticana


False Ong raccolgono fondi, sfruttando le sofferenze dei profughi cristiani e diffondendo false informazioni: è quanto l’Agenzia Fides apprende da fonti cattoliche nella società civile pakistana, che segnalano con preoccupazione un caso di “autentico sciacallaggio sulle sofferenza dei cristiani”. L’Organizzazione non governativa “Protect Foundation Pakistan”, con sede a Lahore, da oltre un mese diffondeva appelli e materiale fotografico millantando assistenza ai profughi cristiani vittime delle alluvioni. “I cristiani sono malmenati, sono lasciati morire senza aiuti. Siamo i soli ad assisterli. Aiutateci a fornire loro assistenza medica e solidarietà”, recitavano i loro appelli. Tutti basati su false informazioni, che intendevano solo approfittare del momento per accaparrarsi fondi. In poco più di un mese, Nadeem Inayat, presidente, e Basharat Masih, vice presidente della Ong, hanno visto arrivare sul loro conto corrente bancario oltre 25mila dollari da donatori esteri in Europa e America, ingannati dalla propaganda. Ma l’opera dei due faccendieri non è sfuggita ad alcune Ong locali, realmente operanti sul campo, che hanno segnalato il caso alle autorità. La polizia ha avviato una indagine, il traffico è stato scoperto e bloccato, i due sono stati arrestati e “Protect Foundation Pakistan” è stata dichiarata illegale e bandita dal paese.“La solidarietà continua a essere fondamentale per la nazione. Ma occorre sempre affidarsi a Ong e istituzioni di acclarata credibilità, trasparenza ed esperienza. Vi sono alcuni opportunisti che si insinuano nel nostro mondo”, commenta a Fides Peter Jacob, segretario esecutivo della Commissione “Giustizia e Pace” della Conferenza Episcopale. “La nostra Commissione sta aiutando 1.800 famiglie in diverse province, offrendo medicine e aiuti umanitari. Fra le istituzioni più note e credibili vi sono la Caritas, legata al Chiesa cattolica del Pakistan, e l’Ong Church World Service, riferimento per il mondo cristiano protestante”, consiglia Jacob.Un allarme viene anche da false notizie circolanti a proposito delle persecuzioni sui cristiani in Pakistan. Esistono infatti agenzie di informazione, con sede negli Stati Uniti, parte della galassia protestante-evangelica, alla continua ricerca di casi di violenza anticristiana. Tali agenzie incoraggiano e assoldano in Pakistan “reporter freelance”, determinati a cercare queste storie, a volte gonfiandole o inventandole di sana pianta. “Così accade che le notizie sulle persecuzioni vengono distorte. Questo nuoce prima di tutto agli stessi cristiani in Pakistan”, nota Jacob. E’ recente il caso di una famiglia cristiana di Haripur (a nord di Islamabad) che, secondo rapporti circolanti, sarebbe stata sterminata da estremisti islamici perché il capofamiglia, Edwin Paul, era una avvocato che difendeva i cristiani accusati di blasfemia. Fonti locali di Fides raccontano, invece, che l’intera famiglia è rimasta vittima di un tragico incidente d’auto. Anche rapporti su recenti attacchi anticristiani nella città di Gujrat (a nord di Lahore), notano fonti di Fides, si sono rivelati inattendibili, ricopiati da episodi avvenuti oltre un anno fa.

venerdì 13 novembre 2009

Falsa ong truffava a Trino

Due nigeriani raccoglievano denaro per progetti inesistenti.


Fonte Videopiemonte.it


Si erano inventati un'organizzazione non governativa ong fasulla per raccogliere denaro. Ad agire in questo modo due nigeriani, residenti a Torino, che dicevano che la loro ong Ventures era una diretta emanazione della Children of fire, che invece esiste realmente. In questo modo i due raccoglievano denaro che poi intascavano. Gli accertamenti sono partiti su segnalazioni di una giornalista di Roma che chiedeva notizie sula sedicente onlus Ventures, per scoprire che non risultava da nessuna parte. A questa segnalazione si è poi aggiunta quella della presidente Bronwyn Jones della 'Children offire'. I due sono stati denunciati a piede libero e all'uomo, immigrato irregolare, è stato consegnato il decreto d'espulsione mentre la donna, in Italia per motivi umanitari, è stata invitata a presentarsi all'Ufficio Stranieri della questura di Torino (m.b.)