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giovedì 17 marzo 2011

GIAPPONE. Scoperto sito-truffa per le donazioni

di Lorenzo Alvaro
Fonte: VITA

Lo ha intercettato Trend Micro, società specializzata in sistemi antivirus


Come nella vita reale anche in quella “virtuale” sul web non mancano i truffatori che hanno pensato di approfittare della solidarietà della gente per le vittime del terremoto e dello tsunami nipponico. La società Trend Micro, specializzata in sistemi antivirus, ha scoperto un sito di phishing dal nome japan.com che fingeva di raccogliere soldi per dare un aiuto alle popolazioni, colpite dal sisma. Creato con un sistema open-source di social networking Jcow 4.2.1, è ospitato su un indirizzo che si trova negli Stati Uniti. "Sfortunatamente i criminali informatici hanno a lungo approfittato dei disastri e delle catastrofi naturali per ottenere illeciti profitti - ha detto a IGN, testata online del Gruppo Adnkronos Rik Ferguson, Director Security Research Communication EMEA Trend Micro -. Pochi minuti dopo il terremoto abbiamo già visto che le ricerche online portavano a siti collegati al sisma con contenuti malevoli".


Oltre a ospitare un sito di phishing, i criminali informatici responsabili di questo attacco hanno anche sfruttato la funzione blog del sito web, inserendo post che assomigliano a pubblicità, forse con l’intenzione di migliorare la posizione del sito nelle ricerche online, Search Engine Optimization (SEO).


Gli attacchi informatici che fanno leva su catastrofi naturali, purtroppo non sono una novità. E' successo nel caso dell'uragano Katrina, del terremoto cinese del Sichuan e di quello di Haiti dell'anno scorso. Gli esperti di Trend Micro suggeriscono quindi agli utenti di fare molta attenzione a scegliere organizzazioni affidabili quando si tratta di fare una donazione.

mercoledì 16 marzo 2011

Un finto sito per donazioni al Giappone

Fonte: Corriere.it


In corso un tentativo di «phishing» sfruttando l'emozione suscitata dal terremoto: come non venire ingannati


Non dovrebbe mai accadere in occasioni simili. Eppure accade (ed è purtroppo già accaduto): c'è chi in Rete approfitta dell'emozione suscitata dalla tragedia giapponese per rubare soldi agli utenti. Lo fa realizzando al volo un sito che finge un a raccolta di fondi: si tratta in realtà di una manovra di phishing indirizzata a sfruttare la generosità altrui e nel modo peggiore. Non solo non si inviano i versamenti a chi ne ha bisogno, non soltanto si intascano quei soldi. Ma spesso si intaccano le barriere di sicurezza sulle identità elettroniche e bancarie (carte di credito in particolare) degli utenti, lasciando aperta la porta a ulteriori truffe. Le rilevazioni di società specializzate in sistemi anti virus e anti phishing permettono a volte di allertare gli utenti. Lo fa in questo caso Trend Micro: ha rilevato un sito di phishing che si spaccia per un sito di donazioni con l’obiettivo di raccogliere fondi destinati alle vittime del recente terremoto in Giappone. Il sito si chiama japan.com ed è creato utilizzando un sistema open-source di social networking Jcow 4.2.1. E’ ospitato su un indirizzo che si trova negli Stati Uniti. I criminali informatici responsabili di questo attacco hanno anche sfruttato la funzione blog del sito web, inserendo post che assomigliano a pubblicità, forse con l’intenzione di migliorare la posizione del sito nelle ricerche online dei motori di ricerca. Se vedete queste schermate (riportate nella pagina illustrativa della truffa in corso), non cascateci e chiudete subito la pagina web.

giovedì 28 gennaio 2010

HAITI. Truffa online ai danni della Cri

di Giulio Leben
Fonte: VITA


Il phishing non risparmia la Croce Rossa. L'ente: "Non abbiamo spedito email per Haiti. Sono tutte fasulle"


A scoprire la truffa è stata la Polizia Postale di Pescara. Ma quel che più colpisce è che si tratta di una truffa ai danni delle popolazioni di Haiti colpite il 12 gennaio scorso.
Sono infatti in circolazione false email, con tanto di logo ufficiale della Croce Rossa e delle Poste Italiane, che richiedono l’invio di denaro per poter aiutare le vittime del terremoto. Peccato che l'obiettivo, in questo caso, è di estorcere dati personali e finanziari degli utenti ignari, in modo da poter accedere ai loro conti in un secondo tempo e prelevare denaro (tecnica chiamata per l'appunto “phishing”).
I destinatari della email sono invitati a cliccare sul link contenuto all’interno della pagina web, dal quale si giunge ad un provider estero. Nel momento in cui il donatore inserisce i propri dati, in realtà li sta comunicando a terzi che li sfrutteranno per ricavarne profitto.


ECCO IL PARERE DELLA CRI. Dal canto suo la Croce Rossa Italiana avverte che "non abbiamo mandato email a privati per la donazione a favore di Haiti" ci dice Lucio Palazzo, capoufficio stampa dell'ente, che aggiunge "gli unici metodi che utilizziamo per la raccolta fondi sono il sito www.cri.it, il bonifico bancario, il numero verde, e l'SMS solidale (Wind, 3) e fisso infostrada (48540), e basta". Di conseguenza - avvisano dal quartier generale della Croce Rossa Italiana - "qualsiasi email in cui si legge che la Croce Rossa Italiana chiede fondi per Haiti a privati cittadini, a prescindere dai controlli e le verifiche che si possono fare, è da considerarsi fasulla".


COME RICONSCERE LE PRINCIPALI EMAIL-TRUFFA. Al di là del caso specifico che coinvolge Croce Rossa ecco come evitare il phishing. Diffidare dei mittenti che non si conosce. Se ci si dovesse imbattere in email delle quali si nutre un qualsiasi dubbio, verificare che sia personalizzata e non vi siano mai, in nessuna parte del testo scritto, degli errori grammaticali che possono apparire come sviste, ma in realtà sono creati per rendere "umano" e più credibile l’inganno. Dubitare di qualsiasi email che chiede esplicitamente tutti i dati di accesso insieme, e in particolare di inserire il cosiddetto pin. Nessun istituto bancario o istituzione chiede di inserire nome utente, password e pin in un unico momento. Se si vuole fare un ulteriore controllo prima di procedere verificare con attenzione l'url (l'indirizzo che appare nella barra di navigazione del proprio browser) se corrisponde a quello ufficiale dell'ente che vi sta chiedendo informazioni. Spesso si tratta, invece, di url numerici o diversi. Segno che il sito su cui si è stati condotti non è sicuro.


sabato 6 gennaio 2007

False società: associazione benefica utilizzata per il riciclaggio di denaro

Fonte: anti-phishing
Il meccanismo è il medesimo già visto e raccontato da Anti-Phishing Italia in questi mesi, solo che per questo nuovo caso non destinato agli utente italiani bensì agli "aspiranti lavoratori" spagnoli, al posto della classica azienda operante nei più diversi settori merceologici viene impiegata una fasulla associazione umanitaria.

Questo nuovo specchietto per le allodole potrebbe spingere molti ad abboccare all’amo dei truffatori, spinti soprattutto dalla solidarietà e dal senso civico, tuttavia come al solito utilizzando il buon senso è possibile riconoscere i soliti elementi che caratterizzano questo tipo di attività criminale.

Infatti nell’e-mail utilizzata, interamente in spagnolo, i truffatori informano l’ignaro utente che l’associazione umanitaria Help Children's è alla ricerca di personale in Spagna, per svolgere un lavoro non ben definito che potrà essere tranquillamente eseguito a casa e che renderà un profitto variabile tra i 1.000 e 2.000 euro mensili. 

Inoltre controllando l’indirizzo in cui tale associazione dichiara di avere il proprio domicilio: 
Hohenzollerndamm 33 10713 Berlin gli ultimi dubbi sulla natura truffaldina di questa ennesima offerta di lavoro vengono definitivamente dissipatati. L’indirizzo è occupato da un conosciuto albergo a tre stelle.




Questa è l’e-mail utilizzata:

From: Sylvia Patel
Date: 16-Nov-2006 00:33
Subject: We are waiting forA nswer. Job


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Il sito web (ancora attivo) risulta registrato lo scorso 12 novembre ed è ospitato in un server russo.