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venerdì 31 maggio 2013

Penne: truffa di falsi volontari di una Onlus, due denunce

Penne: truffa di falsi volontari di una Onlus, due denunce

di Luca Speranza
Fonte: Il Pescara

„Due napoletani sono stati denunciati dai carabinieri di Penne in quanto hanno raccolto illecitamente fondi spacciandosi per volontari di una Onlus campana. Recuperati anche blocchetti rubati di ricevute e documenti falsi“


Si aggiravano per le case di Penne chiedendo soldi per una Onlus campana, ma in realtà erano due truffatori.

Denunciati dai carabinieri due napoletani di 35 e 32 anni, entrambi pregiudicati. I due sostenevano di raccogliere fondi per l'associazione che però non era autorizzata a questo tipo di attività di raccolta fondi.

I carabinieri, durante le perquisizioni personali e veicolari, hanno rinvenuto diversi carnets di ricevute rubati nel presidio ospedaliero e documenti di dubbia provenienza riguardanti Onlus inesistenti. Sequestrati anche 150 euro in contanti, frutto della raccolta porta a porta.

I militari, coordinati dal capitano di Pietro, consigliano a tutti i cittadini di richiedere sempre i tesserini di riconoscimento e la documentazione originale qualora si presentassero dei volontari alla porta di casa, chiedere dettagliate informazioni sulla raccolta fondi e le relative finalità, diffidando di notizie generiche.

sabato 19 maggio 2012

Falsa beneficenza: Gdf Perugia incastra finte Onlus, 11 arresti

Fonte: TMNews

L'associazione operava in diverse regioni italiane

Roma, (TMNews) - Raccoglievano soldi per beneficenza. O così dicevano. Ma la Guardia di Finanza di Perugia ha incastrato l'associazione a delinquere dedita alla truffa tramite Onlus 'tarocche'. In manette sono finite 11 persone, grazie alla complessa attività di indagine durata circa un anno delle Fiamme Gialle condotta tra Lombardia, Piemonte, Lazio, Sicilia e Puglia.L'attività scaturisce da una segnalazione al '117' di un giornalista della trasmissione televisiva "Le Iene", che informava che a Perugia, nei pressi dell'ospedale, era in corso una raccolta non autorizzata di somme di denaro per finalità benefiche da parte di appartenenti a una sedicente Onlus.L'obiettivo era ottenere denaro formalmente per progetti filantropici, ma di fatto finalizzate ad arricchire i promotori dell'associazione criminale, radicata nella Capitale. Tra la documentazione sequestrata nel corso delle perquisizioni, numerosi blocchetti di ricevute consegnate ai donatori a fronte dell'avvenuta offerta che hanno permesso di ricostruire l'ammontare delle somme raccolte in pochi mesi di attività pari a circa 60mila euro a fronte dei quali erano state effettuate donazioni per soli 900 euro.

giovedì 12 aprile 2012

Soldi e finte onlus, ecco il "cerchio magico"della rossa Salerno

di Gian Marco Chiocci
Fonte: Il Giornale.it

L’inchiesta che imbarazza l’ex presidente pd della Provincia Villani

nostro inviato a Salerno
Il «cerchio» è quello che si sta stringendo attorno ai piani alti della politica salernitana. E di «magico», in questa storia, ci sarebbe solo il talento nell’arraffare fondi pubblici stanziati per improponibili onlus, e in realtà «stornati» per esigenze politiche personali.


Il centrosinistra di qua come la Lega di Belsito di su, ironizzano gli addetti ai lavori stando a quel che traspare dalle indagini sulle centinaia di migliaia di euro spesi per la (fallimentare) campagna elettorale in lista pro Pd dell’ex presidente della Provincia, Angelo Villani, già 11 mesi ai domiciliari per una bancarotta, nato politicamente con la Margherita, dato oggi vicino all’Udc. Fondi neri «raccolti» dai suoi più stretti collaboratori e da una cricca di prestanome e parenti a loro collegati a costo di dissanguare le casse dell’Ente già dal giorno dopo l’insediamento. Il meccanismo, svelato da un’inchiesta con 21 indagati e 5 arrestati (tra cui l’ex Margherita, suo strettissimo collaboratore, Vittorio Aliberti) era semplice: funzionari della Provincia compiacenti autorizzavano contributi fino a cinque zeri a onlus fantasma per progetti di utilità sociale e di rilancio del territorio.

Iniziative raffazzonate, copiate anche dal web, o addirittura inesistenti o con titoli che sembrano usciti dalla penna di un burocrate pazzo (12mila euro per la «Campagna di sensibilizzazione del ruolo della donna nella società moderna rafforzando il ruolo della donna nelle società tradizionali europee per vedere riconosciuti i diritti politici e sociali nelle forme ufficiali raggiungendo stati ottimali in cui le donne godano pienamente dell’eguaglianza giuridica rispetto agli uomini»). I contributi, quasi tutti provenienti dal settore Presidenza, spesso erano consegnati in contanti. E talvolta capitava che le medesime somme fossero bonificate sui conti correnti dei funzionari che li avevano autorizzati. Tutto questo è accaduto durante il regno di Villani, dal 2005 al 2009.

Alcuni indagati, come la cognata di Aliberti, Sabrina Primaverile, hanno già iniziato a vuotare il sacco davanti ai giudici. La donna ha confermato che una parte del tesoretto è stata utilizzata per finanziare la volata dell’ex presidente alle ultime provinciali, perse contro lo sfidante Edmondo Cirielli. Un’altra indagata, Giovanna Musumeci, a verbale racconta cose devastanti, intervallate a malori e a lunghissimi omissis.

«Quando fui coinvolta nelle vicende del capitolo di bilancio Borsa Mediterranea - dice - assistetti a un colloquio tra Calenda, (omissis) e Vittorio Aliberti: i tre discutevano su questi soldi che servivano all’imminente campagna elettorale del maggio 2009. Calenda disse che quel capitolo non si poteva toccare, la destinazione era vincolata. Sapendo che Villani non avrebbe vinto le elezioni immaginava che il successivo presidente si sarebbe subito accorto dell’indebito utilizzo del capitolo». Cosa che puntualmente avvenne. Il successore, Edmondo Cirielli, quota Pdl, trovò ammanchi pazzeschi e denunciò tutto. «Successivamente il colloquio proseguì tra (...) e Calenda nella stanza di quest’ultimo - continua a verbale la Musumeci - (...) nel corso del quale il Calenda ribadì quanto già affermato dal (...) con riferimento all’inopportunità dell’utilizzo dei fondi “Borsa Mediterranea” per la campagna elettorale. Voglio chiarire che non si parlò di acquisto di materiale pubblicitario tipico delle campagne elettorali. Si capiva che trattavasi di elargizione da effettuare in occasione della campagna elettorale onde garantire il riscontro elettorale al Presidente uscente».

Alle sue rimostranze, le venne risposto che «tali erano stati gli ordini del Presidente, le determine venivano firmate, i fondi c’erano, e poi si sarebbe visto». Gli accertamenti dei pm puntano a scoprire il livello di copertura politica (Villani non è indagato) per elargizioni a raffica con motivazioni singolari: dai 9mila euro per «la storia e l’evoluzione del servizio postale nel trascorrere dei tempi», ai 53mila dell’iniziativa «Bracigliano in cartolina», fino ai 257mila euro per una «inesistente associazione onlus».

(ha collaborato Simone Di Meo)

mercoledì 16 novembre 2011

False onlus per scaricare le spese Arrestati tre imprenditori galluresi

di Michele Spanu
Fonte: Sassari Notizie


Il giro di affari si estendeva in tutto il nord dell'isola.



SASSARI. Avevano fatto ricorso a tutta la loro immaginazione per creare una lunga serie di onlus e associazioni sportive dilettantistiche che in realtà non esistevano. L'obiettivo era molto chiaro: emettere centinaia di false fatture per "sponsorizzazioni" e creare così costi fittizi che consentivano di scaricare le spese e, di conseguenza, versare meno imposte al fisco. Oggi però l'avventura di tre imprenditori galluresi è finita quando i finanzieri del gruppo di Olbia e della tenenza di Palau hanno bussato alla porta delle loro abitazioni alla Maddalena per arrestarli. Le ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari sono state emesse dal Gip del Tribunale di Tempio Pausania su richiesta della Procura tempiese, ma il giro di false fatture andava al di là dei confini della Gallura e coinvolgeva anche la provincia di Sassari e il resto dell’isola. L'intera indagine vede il coinvolgimento di 18 soggetti economici (persone, società sportive dilettantistiche e Onlus) con sede nell’isola de La Maddalena. I reati accertati tra il 2004 ed il 2010 sono quelli di associazione a delinquere finalizzata all’emissione ed utilizzo di fatture per operazioni inesistenti e presentazione di dichiarazioni fraudolente ai fini fiscali. Uno dei tre arrestati è anche indagato per diversi casi di truffa ai danni di enti pubblici (in questo caso la Provincia di Olbia-Tempio) per aver indebitamente ottenuto vari finanziamenti pubblici grazie al raggiro. Tra le onlus create "ad arte" si annovera anche il singolare "Sci club Saint Tropez" con sede in riva al mare, nel pieno centro della Maddalena. 





martedì 4 ottobre 2011

Vigevano, false onlus raggirano cittadini

Propongono raccolte fondi inventate
di U.Z.
Fonte: Il Giorno


Denuncia della commissione Sanità del comune dopo una raffica di segnalazioni sul territorio. L'appello: "Fidatevi solo di chi mostra documenti e insegne ben riconoscibili"


Vigevano, 4 ottobre 2011 - Evitare che la generosità dei vigevanesi possa diventare un canale privilegiato per la raccolta fraudolenta di fondi. La segnalazione arriva dalla presidente della Commissione Sanità del Comune, Paola Cavallini. «Nell’arco di alcuni mesi — racconta — abbiamo raccolto numerose segnalazioni da parte dei cittadini, riguardanti la presenza di personaggi non ben identificati, in diversi luoghi della città, che facevano raccolte di fondi per fantomatiche associazioni. Un fatto che, tra le altre cose, penalizza in modo grave le associazioni che a Vigevano operano con tutte le autorizzazioni».



«È bene ricordare — continua Cavallini — che per essere autorizzati alla raccolta fondi è necessario disporre di tutti i documenti necessari, generalmente rilasciati dal Comune, che si fa garante della liceità dell’operazione. Tutto deve essere documentato per iscritto ed esibito a richiesta dei cittadini. Per evitare questi ostacoli c’è chi sceglie di fare queste raccolte in spazi privati, come ad esempio i piazzali dei supermercati, per stazionare sui quali è sufficiente l’autorizzazione della direzione».

Denunce, al momento, non ne sono state presentate. «Ma riteniamo giusto mettere in allerta i cittadini perché evitino di finire vittime di raggiri e segnalino questi comportamenti». A proposito di segnalazioni, nel sono arrivate nei mesi scorsi da alcuni supermarket e dalla zona del cimitero. «Nel primo caso — svela Cavallini — per evitare ulteriori problemi, le direzioni hanno negato lo spazio a tutti, penalizzando così anche chi opera nella piena liceità. E la cosa ha avuto un riflesso anche sui cittadini che, per evitare di essere raggirati, non partecipano alle raccolte di fondi».

L’argomento è delicato, perché accanto a Croce Azzurra e Croce Rossa, attive da decenni a Vigevano, gravitano alcune associazioni lomelline che hanno comunque la città come fulcro della loro attività, e altre dai connotati non del tutto chiari. Muoversi in questa giungla non è facile. «Noi siamo sul territorio da decenni, la cittadinanza ci conosce e si rivolge a noi in caso di necessità — commenta Carmelo Tindiglia, presidente della Croce Azzurra —. Queste situazioni non chiare ci penalizzano». Sulla stessa lunghezza d’onda Cesare Curti, commissario della Croce Rossa.

«Quando avviamo queste raccolte di fondi si muove una intera struttura fatta di uomini e mezzi, con le insegne in vista, in modo da essere riconosciuti. Altri invece si muovono spesso con un solo mezzo, quasi sempre senza insegne. Anche questo è un sistema utile ai cittadini per non confondersi». Le prime segnalazioni sono arrivate a inizio dello scorso novembre a Vigevano. Ma di recente, due giovani sono stati denunciati a Voghera perché in pieno centro raccoglievano fondi per una Onlus in realtà mai iscritta ad alcun albo.