di Michele Visone
Fonte: Futuro e Libertà Salerno
Assocanili, nasce dall’esigenza di tutelare gli interessi del settore rispetto a luoghi comuni che generalizzando, non trovano riscontro in chi è impegnato seriamente e professionalmente nella gestione di strutture che ospitano i cani. Gli scopi e le finalità sono riscontrabili nello statuto e regolamento da cui si evince la volontà di rappresentare strutture che devono e non possono che avere una serie di requisiti che vanno al di là del protocollo autorizzativo. C’è un problema culturale, nell’interpretazione del canile, la cui esistenza e futuro deve avere ed ha un senso sociale rispetto ad un utilità ed interesse pubblico. I lager, sicuramente presenti in Italia, creano danni soprattutto a chi nel settore opera ed ha obbiettivi finalizzarti alla trasparenza, professionalità ed al benessere degli animali. I nostri obbiettivi tengono conto del fatto che la società è cambiata e quindi un canile va concepito e finalizzato ad interpretare le tendenze della stessa. Il nostro impegno per la risoluzione del problema è finalizzato a creare le condizioni per raggiungere l’obbiettivo della valorizzazione del cane, combattendo seriamente le strutture lager ( molte, troppe con le bandiere dell’associazionismo travestito o di imprenditori improvvisati amanti degli animali) e trasformare lo status del canile in un centro di valorizzazione della relazione uomo animale, definendo i servizi che deve predisporre, le professionalità di cui ha bisogno di che tipo di interfaccia debba avere con la comunità che va a servire, ammettendo che la presenza del canile sarebbe auspicabile così come per qualunque altro centro sociale. Favorire l’integrazione del cane facendo si che al canile spetta un compito importante nel dare servizi di preparazione alla pet- ownership, sia agendo sulla formazione dei cani, sia sulla formazione obbligatoria del personale, sia dando servizi di promozione e sostegno adottivo. Pertanto, il canile deve rappresentare un occasione con possibilità di diventare un centro servizi ed una valida opportunità per chi opera o si affaccia nell’ambito della relazione uomo-animale . L’esistenza di un canile o è in grado di dare un servizio di utilità sociale o la sua esistenza è inutile quanto addirittura dannosa. I fatti dimostrano che c’è stata un evoluzione nel rapporto uomo-animale e sia superata la politica finalizzata alla sola tutela tanto che è chiaramente palese che le risorse per la risoluzione del problema vanno concentrate su una politica di valorizzazione ed integrazione sociale del cane. Bisogna trasformare il canile dalla visione dei cittadini da realtà oggettiva a risposta ad un problema oggettivo. Molti esperti ed autori hanno scritto in merito ( Marchesini, Masson ecc.) indicando la strada ed il senso, rispettivamente nella realizzazione e gestione di strutture- canile. Riteniamo il nostro ruolo, necessario alla collaborazione con Enti ed Istituzioni locali, Regionali e Nazionali ritenendo di poter avere proposte ed un ruolo determinante, (unitamente alle Associazioni, quelle vere) dal quale non si può prescindere nelle decisioni, legislative, normative e quant’altro, che investono il settore. Infine e per concludere, crediamo ci sia una differenza e vada distinto, chi si è inventato un progetto in seguito ad una grande passione, con chi si inventa passioni finalizzate alla realizzazione di grandi progetti con l’unico scopo di usufruire di fondi e finanziamenti pubblici. Il mondo dell’Associazionismo, o meglio del volontariato, è una parte tanto determinante quanto indispensabile nel nostro Paese ed doveroso tutelarne e valorizzarne impegno e attività .
Detto questo, , bisogna però, distinguere il mondo del volontariato con le Imprese chei nascondono l’attività imprenditoriale dietro la bandiera dell’Associazionismo, questo perché, per le ragioni appresso elencate, crediamo si stiano confondendo i rispettivi ruoli, nei diritti e nei doveri.
IL PUNTO
Molte associazioni partecipano alle gare di appalto indette da Enti Pubblici, per il servizio di mantenimento dei cani randagi innescando un meccanismo di sleale concorrenza , tenendo conto che le stesse usufruiscono di contributi pubblici, 5×1000, agevolazioni fiscali ecc,.ecc.
I NUMERI
CONTRIBUTI PUBBLICI DA DATI MINISTERIALI 2007/2008 ( non ci sono altri dati, chiaramente) :
€. 1.400.000,00 ALLE ASSOCIAZIONI
€. 3.640.000,00 AI COMUNI
€. 990.000,00 ALLE COMUNITA MONTANE
€. 670.000,00 AI CONSORZI E UNIONE COMUNI.
E’ DA TENER CONTO CHE L’80% DEI CANILI PUBBLICI ( QUINDI , COMUNI, COMUNITA’ MONTANE, CONSORZI E UNIONE DEI COMUNI) E’ GESTITO DA ASSOCIAZIONI PER CUI SOLO DI CONTRIBUTI LE ASSOCIAZIONI USUFRUISCONO INTORNO AI 5.000.000,00 DI €. ( DATI MINISTERIALI) DA AGGIUNGERE AI CONTRIBUTI REGIONALI E DEI COMUNI CHE OGNI ANNO VENGONO ELARGITI PER IPOTETICHE CAMPAGNE DI ADOZIONE, SENSIBILIZZAZIONE, MANIFESTAZIONI ECC. ECC. CHE SONO ALTRETTANTE.
CANILI PRESENTI IN ITALIA DA 350 A 400
Cani randagi presenti nelle strutture – oltre 700.000
cani registrati all’anagrafe nazionale cira 6.000.000
cifra di affari per i soli canili €.500.000.000
IL 70% DELLA CIFRA DI CUI SOPRA E GESTITA solo Dalle associazioni animaliste oltre i contributi di cui sopra, 5 x1000, richieste contributi con petizioni o sottoscrizioni ai cittadini ecc. ecc.
FORZA LAVORO IMPIEGATA CIRCA 1800-2000 ( COMPRESI 350-400 VETERINARI LIBERI PROFESSIONISTI ) UNITA’ DI CUI L’80% IMPIEGATA NELLE STRUTTURE PRIVATE IN QUANTO LE ASSOCIAZIONI NON CONTRIBUISCONO NELL’OCCUPAZIONE AVVALENDOSI DI STRATEGIE COME QUELLE DEI RIMBORSI SPESA ECC. ECC.
DA TENER CONTO CHE PER LE ASSOCIAZIONI LE TASSE SONO UN ACCESSORIO PER CUI I SOLITI BILANCI A PAREGGIO SONO L’ARTE CHE LI CONTRADDISTINGUE.
La Giurisprudenza non ha avuto un costante orientamento in merito definendo in alcuni casi legittima ed altri illegittima la partecipazione ad una procedura basata sulla comparazione delle offerte con criteri concorrenziali di convenienza tecnica-economica .
Le ditte che partecipano alle gare hanno l’obbligo di possedere una serie di requisiti tecnico-economici ( D.lgs 163/2006) il cui raggiungimento ha comportato una serie di investimenti rilevanti senza tener conto delle risorse umane impiegate e professionalmente formate, da garantire per l’esecuzione dei servizi in questione. Sotto questo profilo, oltre al fatto che il personale volontario, in quanto non dipendente, non può garantire e non garantisce la presenza e quindi il servizio, lo stesso viene adibito allo svolgimento delle prestazioni senza un costo o quantomeno incidente sulla formulazione dell’offerta.
Quindi contributi pubblici, 5×1000, detassazioni, esonero IVA (20%), volontariato non dipendente, esonero di capacità tecnico-economiche, presenza nelle commissioni di settore in Enti Pubblici, nazionali, regionali, provinciali e locali che legiferano ed incidono sulle linee guida relative all’attività ecc ecc ecc.. Il punto è: visto quanto sopra è opportuno che anche le società si costituiscono in Associazioni di Volontariato, tenuto conto che tanti vantaggi siano un ottima ragione di convenienza? Quasi quasi ci pensiamo
Inoltre, tenuto conto che le strutture chiuse per maltrattamenti o cattiva gestione degli animali ospitati per il 50% dei casi sono gestite da Associazioni di volontariato ( chiaramente travestite, vista la convenienza) si può e si deve dedurre che oltre alle garanzie non offerte richieste dalla legge rispetto alla qualità del servizio, il principio che si vuol far passare di maggior garanzia da parte delle associazioni nel servizio di gestione animali, non trova riscontro nella realtà.
Le società operanti nel settore, hanno impegnato numerose risorse economiche ed umane, per competere sul mercato in modo professionale e trasparente. Riteniamo il mondo del volontariato necessario alla partecipazione per la tutela e prevenzione del randagismo e legittima l’erogazione a favore di esse di contributi pubblici. Consideriamo illegittimo l’utilizzo di tali fondi a scopo e finalità concorrenziali con il risultato della perdita di lavoro da parte di personale impiegato nelle società operanti nel settore.
I tentativi da parte di animalisti travestiti, di occupare il mercato sono noti e chiari a tutti. Basta vedere l’ordinanza dell’On. Martini da noi impugnata con successo, la quale aveva l’obbiettivo di ridurre la presenza dei cani nei canili ad un limite di 200 unità non per tirarli fuori dagli stessi ma per far realizzare tante strutture ai suoi amici animalisti travestiti con fondi pubblici anche perché, non a caso, l’ordinanza, chiaramente, prevedeva che nell’affidamento del servizio fossero privilegiate le Associazioni rispetto alle Società. ( l’esecutività dell’ordinanza avrebbe creato la necessità di realizzare oltre 200 strutture subito). E’ notizia dell’ultima ora, che l’On Martini presenterà un D.lgs. che contiene tutto ciò che aveva previsto nell’ordinanza di cui sopra, , tutto questo sempre in collaborazione con la sola e solita parte ( i soliti rappresentanti di Associazioni SPA) escludendo dal tavolo la rappresentanza del settore. La strategia è ovvia, far proprio ed intercettare un falso associazionismo per veicolarne finanziamenti e ricavarne voti. Il vero Associazionismo Italiano subisce tale situazione , non ha la forza e gli strumenti per contrastare tale imposizione ed ancora peggio ,il loro lavoro, viene utilizzato come strumento mediatico vendendo attività mai realmente svolte.
Gli interventi seri per la risoluzione del problema non vogliono essere presi in considerazione perché inciderebbero sugli interessi di chi si nasconde dietro le Associazioni per interessi economici e accesso a fondi pubblici. Noi abbiamo proposte per risolvere il problema “lagher”, e sono solo ed esclusivamente a garanzia del benessere animale .Non le accetterebbero mai. Nessun rappresentante del settore è presente nelle commissioni relative al settore stesso, caso unico forse nel mondo ed ancora più singolare è che il mondo degli Animalisti travestiti è sempre presente e incide , della serie “E BELLO VINCERE FACILE. In Campania , poi, le nomine nella Commissione Diritti Animali della Regione , malgrado ricorsi puntualmente accolti, si continua a gestire in modo quasi privatistico ,con un attenzione capillare “ chiaramente casuale” nella (non) selezione di eventuali oppositori alle linee del gruppo “gestionale”.
ASSOCANILI
IL SEGRETARIO NAZIONALE
Michele Visone
Notizie ed informazioni per capire quello che c'è dietro al mercato della beneficenza e del non profit
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mercoledì 16 marzo 2011
sabato 26 giugno 2010
Palermo: scoperte false associazioni no profit
di Sabrina Ferrante
Fonte: newnotizie
False associazioni no profit a Palermo: un’operazione della guardia di finanza ha permesso di scoprire un giro di evasioni accertate di ben 18 milioni di euro. Il Nucleo di polizia tributaria di Palermo ha dato avvio ad una serie di interventi ispettivi nei confronti di associazioni operanti in città per verificare la reale sussistenza dei requisiti di legge necessari per potersi avvalere del particolare e favorevole regime impositivo secondo cui vengono tassati solamente i proventi derivanti da eventuali attività commerciali, mentre vengono escluse dal tributo tutte le attività svolte con altre finalità.
Del particolare regime fiscale si avvalgono una molteplicità di enti non commerciali quali associazioni religiose, politiche, sindacali, culturali, di utilità sociale, ma le attenzioni investigative delle Fiamme Gialle si sono per ora concentrate sulle associazioni sportive dilettantistiche. I finanzieri hanno scoperto che le associazioni verificate operavano in realtà come vere e proprie imprese commerciali, con ampie strutture aperte a tutti, senza che i fruitori partecipassero in alcun modo alla vita associativa o alla gestione dell'ente. Più che associati si trattava di semplici clienti che si limitavano a usufruire delle strutture ed a praticare lo sport preferito.
Nel primo caso l’associazione affittava 4 campi da tennis e 4 da calcetto in una zona centrale con annesso bar interno mentre nel secondo caso l’attività è risultata ben più ampia e diversificata, dato che l’associazione utilizzava un’area coperta di circa 4000 mq con piscine semiolimpioniche, nonché diverse palestre e locali per trattamenti sanitari e fisioterapici in convenzione con il servizio sanitario nazionale.
L’attività ispettiva, in fase di sviluppo, già con questi primi interventi ha permesso l’emersione di una base sottratta al Fisco per quasi 18 milioni Euro. Uno dei due contribuenti verificati, riconoscendo implicitamente l’inattaccabilità giuridica dei rilievi mossi, ha formalizzato la propria intenzione di aderire integralmente al processo verbale di constatazione redatto dalle Fiamme Gialle, dichiarando alla locale Agenzia delle Entrate di essere disponibile a versare tutte le somme dovute.
martedì 8 giugno 2010
False fatturazioni per 3 miliardi di euro attraverso associazioni culturali, fondazioni e Onlus
Fonte: Il Sole 24 Ore
Il Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Milano ha scoperto un giro di false fatturazioni di 3 miliardi di euro nel corso di una indagine condotta nei confronti di un gruppo societario, composto da associazioni culturali, fondazioni e Onlus, fortemente impegnato nell'attività di diffusione culturale e del marketing.
L'inchiesta ha portato all'iscrizione nel registro degli indagati della procura di Milano di 26 persone responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione a delinquere finalizzata all'emissione e all'utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, alla truffa aggravata ai danni degli istituti di credito e per il conseguimento di erogazioni pubbliche, all'appropriazione indebita. Sono indagate anche due società, in virtù della legge 231 del 2001, in materia di responsabilità amministrativa degli enti.
Nel dettaglio, gli uomini delle Fiamme Gialle hanno rilevato numerose transazioni finanziarie, supportate da operazioni economiche fittizie, tra cui, consulenze aziendali, commerciali e di marketing, corsi di formazione, vendita/acquisto di opere d'arte, finalizzato all'evasione fiscale e all'ottenimento di linee di credito indebite da parte delle banche. Inoltre, sono state anche riscontrate fatture false per lavori edili riferibili a dimore storiche allo scopo di beneficiare di sovvenzioni pubbliche, visto l'interesse architettonico degli edifici.
Il Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Milano ha scoperto un giro di false fatturazioni di 3 miliardi di euro nel corso di una indagine condotta nei confronti di un gruppo societario, composto da associazioni culturali, fondazioni e Onlus, fortemente impegnato nell'attività di diffusione culturale e del marketing.
L'inchiesta ha portato all'iscrizione nel registro degli indagati della procura di Milano di 26 persone responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione a delinquere finalizzata all'emissione e all'utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, alla truffa aggravata ai danni degli istituti di credito e per il conseguimento di erogazioni pubbliche, all'appropriazione indebita. Sono indagate anche due società, in virtù della legge 231 del 2001, in materia di responsabilità amministrativa degli enti.
Nel dettaglio, gli uomini delle Fiamme Gialle hanno rilevato numerose transazioni finanziarie, supportate da operazioni economiche fittizie, tra cui, consulenze aziendali, commerciali e di marketing, corsi di formazione, vendita/acquisto di opere d'arte, finalizzato all'evasione fiscale e all'ottenimento di linee di credito indebite da parte delle banche. Inoltre, sono state anche riscontrate fatture false per lavori edili riferibili a dimore storiche allo scopo di beneficiare di sovvenzioni pubbliche, visto l'interesse architettonico degli edifici.
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