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venerdì 31 maggio 2013

Penne: truffa di falsi volontari di una Onlus, due denunce

Penne: truffa di falsi volontari di una Onlus, due denunce

di Luca Speranza
Fonte: Il Pescara

„Due napoletani sono stati denunciati dai carabinieri di Penne in quanto hanno raccolto illecitamente fondi spacciandosi per volontari di una Onlus campana. Recuperati anche blocchetti rubati di ricevute e documenti falsi“


Si aggiravano per le case di Penne chiedendo soldi per una Onlus campana, ma in realtà erano due truffatori.

Denunciati dai carabinieri due napoletani di 35 e 32 anni, entrambi pregiudicati. I due sostenevano di raccogliere fondi per l'associazione che però non era autorizzata a questo tipo di attività di raccolta fondi.

I carabinieri, durante le perquisizioni personali e veicolari, hanno rinvenuto diversi carnets di ricevute rubati nel presidio ospedaliero e documenti di dubbia provenienza riguardanti Onlus inesistenti. Sequestrati anche 150 euro in contanti, frutto della raccolta porta a porta.

I militari, coordinati dal capitano di Pietro, consigliano a tutti i cittadini di richiedere sempre i tesserini di riconoscimento e la documentazione originale qualora si presentassero dei volontari alla porta di casa, chiedere dettagliate informazioni sulla raccolta fondi e le relative finalità, diffidando di notizie generiche.

venerdì 23 dicembre 2011

Truffa a onlus, 200 mila euro a Lele Mora

Era in societa' con manager arrestato per bancarotta


Fonte: ANSA


Piu' di 200 mila euro 'distratti' a favore di Lele Mora. E' quanto emerge nell'ambito dell'inchiesta di bancarotta su Retemanager, la societa' di investimenti di Bernardino Pasta, il manager finito in carcere il 2 dicembre scorso con l'accusa di aver truffato due onlus per 9 milioni di euro, soldi che erano destinati anche a progetti in favore dei bimbi di Haiti. Lele Mora, estraneo all'inchiesta, aveva in passato una societa' proprio con il manager arrestato.

martedì 20 dicembre 2011

Truffe: soldi in cambio lavoro, denunciati impiegati Onlus

A Genova, debiti con tipografie e alberghi mai sanati

Fonte ANSA


GENOVA - I carabinieri del nucleo operativo di San Martino hanno denunciato per truffa aggravata il presidente e quattro rappresentanti di una Onlus genovese.

Secondo quanto accertato dai militari, tra l'altro, i cinque si sarebbero fatti consegnare denaro da una donna di 50 anni in cambio di un'assunzione che non e' mai stata formalizzata.

In piu', i cinque avrebbero contratto debiti presso alberghi e una tipografia senza mai sanarli.

sabato 3 dicembre 2011

Truffa Onlus di Haiti per 9 milioni di euro Arrestato a Milano un imprenditore

Fonte: Il Fatto Quotidiano


L'indagine era nata dalla denuncia di una delle due associazioni, che si era rivolta alla società di investimenti di Bernardino Pasta per comprare titoli obbligazionari emessi da un istituto bancario inglese per oltre cinque milioni di euro.



Aveva aiutato due onlus impegnate a raccogliere fondi per i bambini di Haiti solo per truffarle: la Guardia di Finanza di Milano ha arrestato questa mattina Bernardino Pasta, responsabile di una società di investimento, con l’accusa di aver truffato due associazioni che avevano raccolto una somma pari a 9 milioni di euro destinata ai terremotati haitiani. Due anni fa, un terremoto di 7,3 gradi sulla scala Ricther, colpì Port-Au-Prince. Oltre all’arresto di Pasta, che in passato aveva aiutato finanziariamente Lele Mora, sono in corso perquisizioni locali nelle città di Milano, Roma e Napoli, nei confronti di cinque persone (per i reati di associazione a delinquere, truffa e falso) e l’esecuzione di un sequestro preventivo di un immobile e di un box auto dal valore di circa 600 mila euro, acquistati con parte dei proventi della truffa e successivamente intestati ad una società offshore riconducibile agli indagati.


L’indagine, coordinata dal pm Eugenio Fusco e dal procuratore aggiunto Francesco Greco, era nata dalla denuncia di una delle onlus, che si era rivolta alla società di investimenti di Pasta per comprare titoli obbligazionari emessi da un istituto bancario inglese per oltre cinque milioni di euro. Titoli che poi, si sono rivelati fittizi. Attraverso lo stesso meccanismo di frode, i cinque indagati avrebbero complessivamente ricevuto dai diversi investitori oltre nove milioni di euro. Il denaro proveniva in gran parte dalle raccolte fondi per le emergenze umanitarie e da donazioni occasionali ed era già stato destinato,ma non ancora materialmente erogato, in progetti pluriennali a favore di bambini e giovani in condizioni di povertà e disagio, avviati in diversi paesi europei, africani, asiatici e latino-americani.

mercoledì 16 novembre 2011

Truffa sponsorizzazioni, arrestato armatore della Delcomar

Giro fatture false per 3 mln. C'e' anche onlus sci club sul mare.


Fonte ANSA 


OLBIA - Un giro di fatture false per circa 3 mln di euro e' stato scoperto in Gallura dalla Gdf che ha arrestato tre imprenditori di La Maddalena, tra cui l'armatore della Delcomar, Franco Del Giudice. Con lui ai domiciliari sono finiti Angelo Serra e Salvatore D'Apice. I tre dal 2004 al 2010 avrebbero creato associazioni sportive e Onlus utilizzandole per emettere false fatture di sponsorizzazioni che consentivano di creare costi fittizi abbattendo cosi' il reddito e le imposte da versare. Tra le Onlus si annovera anche il singolare ''Sci club Saint Tropez'' con sede sul mare, a La Maddalena.

venerdì 7 ottobre 2011

Per le Onlus i clandestini "valgono" 21 milioni

Ecco il business dei diritti umani: per le Onlus i clandestini "valgono" 21 milioni
di Stefano Filippi 
Fonte IlGiornale 06/10/ 2011



Fino a due settimane fa, lo spettacolo pressoché quotidiano a Lampedusa e dintorni era il seguente. Le navi della nostra Marina avvistano il barcone carico di disperazione. A differenza di quanto sarebbe accaduto se si fosse trovata in acque maltesi, greche o spagnole, la carretta viene scortata in porto. 
I profughi sbarcano. La Protezione civile li rifornisce di acqua, cibo, coperte. Alcuni operatori salgono a bordo per prendersi cura di donne e minorenni, che vengono assistiti per primi. Gli agenti di polizia individuano lo scafista che aveva tentato di mimetizzarsi tra i fuggiaschi: sono loro a indicarlo alle forze dell’ordine. I migranti vengono portati al centro di prima accoglienza di Lampedusa per il riconoscimento fotosegnaletico. A quel punto subentra l’attesa per conoscere quale destino li attende: l’asilo, il permesso temporaneo di soggiorno, il rimpatrio.
A un certo punto della trafila, si inserisce un elemento particolare. È il presidio delle Onlus, le associazioni umanitarie presenti in forze a Lampedusa. La loro non è un’attività clandestina: ogni organizzazione agisce in base a un progetto approvato dal ministero dell’Interno. E ciascuna Onlus è dotata di un cospicuo fondo spese per pagare, tra l’altro, vitto e alloggio non agli africani, ma ai drappelli di volontari. Cosa che ha fatto felici albergatori e ristoratori dell’isola disertata dai turisti.
L’impegno dello Stato italiano per fronteggiare l’emergenza, valutabile in un miliardo di euro, non basta. Occorre l’intervento delle associazioni umanitarie. Il cui compito non è procurare prima assistenza ai profughi, ma inserirli in un circuito di protezione. Spiegare loro quali diritti hanno. Fare loro conoscere mediatori culturali, interpreti, avvocati. Organizzare la permanenza nell’isola. Aiutarli a sfruttare ogni piega della legge per poter restare in Italia. Metterli in contatto con i familiari, perché devono sapere che in Italia c’è posto per tutti.
Appena sbarcati, i nordafricani ignorano dove si trovano, non conoscono la lingua e le leggi del posto, sono stralunati. Eppure in pochi minuti hanno già firmato un plico di moduli in cui si mettono nelle mani di un avvocato sconosciuto ma garantito dalla provvidenziale Onlus. La formula è standard: «Io Tal dei Tali attualmente trattenuto presso l’ex base Nato Loran a Lampedusa dal giorno X nomino mio avvocato di fiducia Pinco Pallino, presso il cui studio eleggo domicilio, affinché svolga le pratiche necessarie per porre fine al mio trattenimento e richieda per mio conto un permesso di soggiorno. Ai sensi delle norme vigenti in materia di autocertificazione autorizzo ai trattamenti dei miei dati personali». Spesso la firma è una sigla incerta ma certificata da un funzionario del comune di Lampedusa sulla base del numero identificativo dello sbarco.
L’emergenza nordafricani è un sacrificio per gli automobilisti, che pagano più cari i carburanti. È un aggravio ragguardevole per il bilancio dello Stato. Ma è anche un’occasione di business. Per il 2011 il Fondo europeo per i rifugiati ha stanziato all’Italia 7.740.535,42 euro, più altri 6.850.000 straordinari per le «misure d'urgenza». Ulteriori 6.921.174,29 euro arrivano tramite il Fondo europeo per i rimpatri. Con questi soldi il Viminale finanzia progetti presentati dai soggetti più vari (enti locali e pubblici, fondazioni, organizzazioni governative e non, Onlus, cooperative sociali, aziende sanitarie, università) selezionati attraverso concorsi pubblici. Si tratta di 21 milioni e mezzo di euro complessivi.
Molti dunque sfruttano l’emergenza per ottenere visibilità, rivendicare ideologie, attaccare il governo, e anche per fare soldi. Ogni carretta del mare approdata a Lampedusa mette in movimento un complesso apparato. I direttori operativi delle Onlus si precipitano, dettano appelli scandalizzati e li diffondono tramite solerti uffici stampa chiedendo interventi, trasferimenti, soldi, chiaramente in tempi improrogabili. Gli avvocati, tutti attivi nel campo dei diritti umani e spesso difensori di pacifisti e no-global (la genovese Alessandra Ballerini, legale segnalata da Terres des Hommes, si candidò con la sinistra alle regionali 2010), redigono denunce ed esposti. I parlamentari di opposizione presentano interrogazioni allarmate in cui si parla di «prigionieri», «reclusione», «condizioni indegne di un Paese civile».


Il business dei diritti umani contagia perfino il mondo dell’arte. La scorsa settimana è stato presentato a Roma il progetto di trasformare le imbarcazioni abbandonate a Lampedusa in opere d’arte. «Un modo per dire che un relitto è tragica testimonianza - fanno sapere gli ideatori - ma anche porta verso il futuro». A ciò si aggiunge «la valenza epocale del fenomeno immigrazione», cui l’arte offre «un segno di solidarietà». Peccato che per la regione Sicilia le carrette siano rifiuti tossici perché verniciate da sostanze contenenti piombo. Altro che opere d’arte messe in vendita a beneficio dell’Alto commissariato Onu per i rifugiati: dovrebbero essere smaltite con mille precauzioni. Assieme a tanta retorica assistenziale.

sabato 24 settembre 2011

Nelle tasche della Curia i soldi della ricostruzione

di Giuseppe Caporale
Fonte Repubblica
Così il vescovo D'Ercole raccomandava i progetti della Onlus "Solidarietà e sviluppo" che avrebbe truffato 12 milioni destinati al dopo sisma dal sottosegretario Giovanardi. Il gip chiede due arresti e scrive: occorrono altre indagini sul ruolo dei vescovi in questa storia.

L'AQUILA - Il vescovo ausiliare dell'Aquila Giovanni D'Ercole si raccomandava al sottosegretario Carlo Giovanardi per ottenere i fondi del terremoto. Anzi, per farli ottenere ad una onlus ("Solidarietà e Sviluppo") fondata dalla stessa diocesi dell'Aquila, dietro la quale, secondo la Procura si nascondeva una truffa. Una truffa per sottrarre 12 milioni di euro dal bancomat miliardiario della ricostruzione dell'Aquila. Una truffa per la quale ieri sono state arrestate due persone (tra cui il segretario generale della Onlus, Fabrizio Traversi nominato proprio dai vertici della diocesi) e indagate altre tre (compreso il sindaco di San Demetrio dei Vestini, Silvano Cappellini). L'obiettivo era quello di ottenere i "fondi Giovanardi", quelli che il sottosegretario era riuscito ad accantonare nel "decreto Abruzzo" per la ricostruzione. 


Fondi destinati a progetti "per la famiglia e per il sociale" sui quali ci fu uno scontro con il Comune dell'Aquila. Il sindaco Massimo Cialente riteneva che dovessero essere destinati in parte (circa tre) per ristrutturare un centro anziani (al quale, poi, vennero effettivamente assegnati) e a un'altra ristrutturazione (per nove milioni) di un complesso nel centro storico. Su questa fetta, invece, si erano accentrate le mire della fondazione di origine curiale "Solidarietà e Sviluppo" i cui progetti, però, risultarono non conformi alla normativa. Cialente lo disse pubblicamente e attaccò anche Giovanardi quando, nel luglio del 2010, sembrava che la onlus stesse riuscendo nei suoi intenti truffaldini. Proprio dalle affermazioni del sindaco è partita l'inchiesta.


Giovanardi risulta coinvolto in quanto i progetti della Onlus facevano riferimento al suo dipartimento della famiglia. Lo stesso senatore si lamentava pubblicamente del fatto che questi soldi che non venivano spesi. E il secondo arrestato, Gianfranco Cavaliere, è proprio un politico legato a Giovanardi. E così, dalle intercettazioni si scopre che mentre pubblicamente Giovanardi si lamentava dei ritardi della ricostruzione e dell'assegnazione dei fondi, al telefono invece si dava da fare per farli ottenere alla onlus della Curia. Come si evince da una intercettazione tra lo stesso vescovo D'Ercole e Giovanardi. " Volevo soltanto dirti questo: siccome è ovvio che con questo nostro progetto probabilmente daremo fastidio a qualcuno, faranno un po' di questioni. Mi raccomando: tieni la barra ferma..." chiede D'Ercole.


"Ma ti immagini! Ma io ho solo bisogno che voi... cioè, che chi mi può dare il disco verde che è il commissario di governo mi dica "spendi" e io vengo lì con i soldi cash..." risponde Giovanardi. E D'Ercole "Noi.. noi in settimana ti diamo tutti i progetti nostri, pronti".


Giovanardi: "e certo.. bravo.. altro che carriole o non carriole.. scusami, altro che popolo delle carriole. Ce l'ho qua i soldi... che alla fine... veramente una cosa incredibile. Comunque, io aspetto ancora un po', poi risollecito il commissario, se magari tramite Cavaliere (uno degli arrestati, ndr) che è qua e poi dico "amico, io ho polemizzato con il sindaco, ma a me non mi fa mica (..) lo schieramento politico, eh! Se devo polemizzare con uno del Pdl ci penso due secondi, ma proprio non me ne può fregare di meno". Da notare che proprio D'Ercole si farà fotografare con il popolo della carriole all'interno del centro storico, mentre con la pala cerca di rimuovere le macerie.


E Giovanardi a nome del dipartimento alla famiglia, nello stesso periodo, firmava anche una lettera di "congruità" per i progetti della Fondazione. Sollecitava poi anche il presidente della Provincia Antonio Del Corvo, affinché intervenisse. Ma l'appoggio del sottosegretario non era sufficiente, occorreva quello del commissario alla ricostruzione Gianni Chiodi  -  che seppure del Pdl  -  alla fine non appoggerà mai l'iniziativa. E  la truffa così non andrà in porto. Eppure, i due arrestati avevano tentato in tutti i modi di raggiungere il loro obiettivo. Cavaliere al telefono parlava anche di come utilizzare i fondi del terremoto per la politica: "perché l'associazione Democratici Cristiani è un'associazione per gestire i 5 milioni di euro, parte dei 5 milioni di euro che Carlo (Giovanardi, ndr) c'ha sulla Fondazione".


Scrive il giudice per le indagini preliminari Marco Billi nell'ordinanza di custodia cautelare: "il senatore Giovanardi, da quanto risulta al momento, è stato sostanzialmente "utilizzato" dagli indagati, i quali hanno saputo fare leva sulla evidente volontà dello stesso di utilizzare i fondi, strumentalizzandone gli interventi di carattere politico nel tentativo di convogliare tutti o parte dei fondi sulla loro fondazione. Si è visto come al sottosegretario venissero fornite informazioni sull'evolversi della vicenda sapientamente filtrate e distorte, per spronarlo ad assumere atteggiamenti utili per il conseguimento dell'illecito fine prefissato. Si può in proposito ritenere che proprio lo stretto collegamento di Cavaliere con Gio vanardi (dovuto alla medesima matrice politica di riferimento) abbia fornito  concrete possibilità operative agli indagati".


Molto più dure le considerazioni del Gip sul ruolo della Curia e sui due vescovi dell'Aquila: "Si ritiene, in ogni caso, che il ruolo dell'arcidiocesi (ed il particolare dei vescovi Molinari e D'Ercole) debba essere ulteriormente approfondito nell'ulteriore corso delle indagini preliminari, al fine di accertare il livello di consapevolezza che gli stessi hanno avuto degli effettivi propositi degli indagati. Sotto tale profilo, infatti, è da rilevare che tanto l'associazione Aquila Città Territorio quanto la Fondazione hanno la propria sede presso la Curia arcivescovile aquilana, che l'arcivescovo Molinari ha partecipato al la Fondazione fin dall'atto costitutivo  e che Molinari e D'Ercole hanno partecipato personalmente all'incontro di Palazzo Chigi del 17.6.10 con il sottosegretario Giovanardi, Chiodi (commisario alla ricostruzione, ndr) De Matteis (vice presidente del consiglio regionale abruzzese, ndr) e Cialente (sindaco dell'Aquila, ndr)". Quindi, seppure allo stato i due vescovi non sono indagati, il Gip sul loro ruolo nella vicenda chiede indagini più approfondite.


Laconiche le considerazioni finali sul ruolo della stessa onlus della Curia da parte del giudice: "In nessuna di tali conversazioni si è potuto evidenziare un passaggio, un apprezzamento, una considerazione, una valutazione in ordine al merito dei progetti. I diversi progetti appaiono, infatti, considerati esclusivamente sulla base del relativo referente politico nonché sul grado di priorità che può essere loro riconosciuto in considerazione del possibile tornaconto economico e politico personale degli indagati. Manca, all'evidenza, una seppure generica e formale attenzione alle finalità concrete dei progetti, all'utilità per la popolazione, all'esigenza di creare una ragionata e consapevole scala di priorità delle esigenze, per utilizzare nel migliore modo possibile i fondi in esame. I diversi organi istituzionali coinvolti non sembrano operare in accordo tra loro né risulta esistente una struttura di raccordo tra gli stessi che possa comporre eventuali contrasti ed armonizzare le rispettive esigenze. Al contrario è evidente che tali organi operino in competizione tra loro  ed il riferimento alla "guerra", seppure considerata politicamente, non appare troppo lontano dalla realtà"



giovedì 23 giugno 2011

Smascherata finta Onlus con giro d'affari di 400 mila euro


Fonte: reggionline 22/06/2011


L'associazione, un circolo con 2.500 soci, è stata scoperta dall'Agenzia delle Entrate di 
Reggio
REGGIO - Caricavano ogni singola bevanda anche del 400% facendo oltre 40mila consumazioni in un anno per un giro d’affari di oltre 370 mila euro. Il tutto, ovviamente, assolutamente e rigorosamente in nero. Questo è quanto scoperto dall’Agenzia delle Entrate di Reggio che ha condotto alcuni accertamenti fiscali di concerto con la Siae sull’attività di un circolo che celava i propri ingiusti profitti sotto le vesti di un'associazione Onlus (e quindi senza scopi di lucro). Con 2.500 tesserati l'associazione aveva una vera e propria natura commerciale e poteva vantare una media di 800 consumazioni a singola serata per un totale di 25mila ingressi con tanto di ticket di accesso di importo variabile in funzione all'evento. Per non farsi mancare proprio nulla l’attività del circolo era abbondantemente pubblicizzata su un sito web con opuscoli e locandine in cui non vi era traccia della natura delle iniziative come “attività culturali”.

venerdì 3 giugno 2011

Onlus. agevolazioni fiscali


Fonte: fiscoetributi
Le Onlus sono associazioni, comitati, fondazioni, società cooperative e altri enti di carattere privato che svolgono attività nei settori dell’assistenza sociale, socio-sanitaria e sanitaria, della beneficenza, dell’istruzione, della formazione e altri fini di utilità sociale. Gli enti pubblici non possono essere Onlus, che devono quindi avere carattere privato. Non possono essere Onlus le società commerciali diverse da quelle cooperative proprio perchè la finalità delle società commerciali é lucrativa. Non possono esserlo neanche le fondazioni bancarie, i partiti e i movimenti politici, le organizzazioni sindacali, le associazioni di datori di lavoro e di categoria. Alle Onlus si applica la disciplina relativa agli enti non commerciali.
Per le Onlus sono previste una serie di agevolazioni fiscali:
1. l’esclusione dalle imposte dirette (Irpeg) per le attività svolte nel perseguimento esclusivo di finalità di solidarietà sociale;
2. detraibilità dall’Irpef delle erogazioni liberali fino a 4 milioni a favore di Onlus e dei contributi fino a 2,5 milioni a favore di società di mutuo soccorso;
3. deducibilita’ dal reddito d’impresa delle erogazioni liberali (max 4 milioni e 2% del reddito d’impresa dichiarato), effettuate sia in denaro che in natura, a favore di Onlus;
4. Le Onlus non sono obbligate a emettere lo scontrino e neanche ricevuta per le operazioni riconducibili alle attività istituzionali;
5. Non é dovuta l’imposta di bollo, né l’eventuale tassa sulle concessioni governative sugli atti delle Onlus;
6. le successioni e donazioni i trasferimenti mortis causa e le donazioni a favore di Onlus sono esenti dall’imposta relativa;
7. gli immobili acquistati gratuitamente dalle Onlus non scontano l’Invim;
8. in caso di vendita di immobili o altri atti traslativi a favore di Onlus l’imposta é dovuta in somma fissa, l’immobile però deve essere destinato entro 2 anni ad essere utilizzato per le finalità istituzionali;
9. Se le Onlus organizzano spettacoli non devono pagare la relativa imposta.
L’elenco completo delle attività previste e degli altri requisiti necessari è contenuto nell’art. 10 del D.Lgs. 460/97.

mercoledì 25 maggio 2011

Edoardo Costa, chiuse indagini su beneficenza

L'attore e' accusato di essersi impossessato di 570mila euro per i bambini.


Fonte ANSA



MILANO - La Procura di Milano ha chiuso le indagini, in vista della richiesta di rinvio a giudizio, nei confronti del noto attore di fiction, tra cui 'Vivere', Edoardo Costa, accusato di essersi appropriato di circa 570 mila euro versati in beneficenza alla associazione a favore dei bambini dei Paesi poveri da lui fondata, C.I.A.K.. Nelle indagini condotte dalla Guardia di Finanza e coordinate dal pm Bruna Albertini, sono ipotizzati i reati di truffa, falso e appropriazione indebita. L'inchiesta è nata dopo alcuni servizi televisivi di Striscia la Notiza e Italian Job. La Gdf in queste ore sta notificando l'avviso di conclusione dell'inchiesta.


L'inchiesta, nata nel 2008 in seguito alle denunce andate in onda in tv, si riproponeva di verificare se le somme raccolte in occasione di eventi e serate di beneficenza, attraverso la C.I.A.K., l'associazione senza scopo di lucro, fondata e presieduta dallo stesso attore, fossero state effettivamente destinate alle attività progettuali pubblicizzate in favore di soggetti bisognosi: in particolare aiutare i bambini dei Paesi più poveri nel mondo, ai quali però secondo investigatori e inquirenti, sarebbe arrivato ben poco di questo denaro. In base alla la ricostruzione dei finanzieri, la Onlus avrebbe destinato realmente allo scopo dichiarato solo una piccola percentuale del denaro ricevuto in beneficenza. Dei circa 650.000 euro raccolti, solo 80.000 sarebbero stati destinati all'assistenza dei bambini. Si ritiene però che la cifra raccolta sia stata in realtà molto superiore, poiché non è stato possibile quantificare tutto il denaro drenato nel corso dei vari eventi. Questo perché nella maggior parte dei casi l'associazione raccoglieva denaro contante, di difficile tracciabilità. Sono stati inoltre sottoposti a sequestro 7.325 libri fotografici, relativi ai progetti benefici promossi dall' associazione, le cui spese di realizzazione sono state pagate utilizzando denaro proveniente dalle oblazioni di aziende o privati cittadini. Costa, che rischia il processo, è così indagato per truffa aggravata, appropriazione indebita, falso ideologico e materiale e uso di atto falso.

martedì 15 giugno 2010

Bloccati dai carabinieri di Salerno, falsi volontari truffavano i cittadini

Fermata una coppia: sedicenti operatori di una Onlus che raccoglieva fondi per combattere la leucemia
di Rosa Coppola
Fonte: Corriere del Mezzogiorno



Si fingevano volontari di una onlus per raccogliere fondi necessari alla ricerca contro la leucemia. Fermati da un ufficiale dei carabinieri, vengono denunciati. Due napoletani, un uomo e una donna già conosciuti alle forze dell’ordine per rapina, residenti a Casalnuovo, sono stati denunciati a piede libero, dopo essere stati sorpresi, sabato mattina, dal tenente colonnello Massimo Cagnazzo, comandante della locale compagnia dei carabinieri, mentre intascavano soldi da cittadini fattisi imbambolare dalle chiacchiere. L’ufficiale, che già conosceva i due napoletani, una 22 enne S. L, e il compagno, C. S., 30 anni, li ha immediatamente bloccati e portati in caserma.
LA TRUFFA REITERATA - Gli stessi, l’anno precedente, avevano tentato di farsi accreditare dai militari per evitare segnalazioni da cittadini sospettosi. Naturalmente, la richiesta non era andata a buon fine. Ancora, i due furono sorpresi, sempre da Cagnazzo, in provincia di Latina intenti a truffare poveri cittadini. In quella occasione si diedero alla macchia. La stessa associazione per la quale i due dicevano di collaborare è presieduta da una persona già denunciata per truffa. Le indagini continuano serrate e sono coperte dal più stretto riserbo; gli investigatori cercano di capire quale giro si nasconde dietro alla finta raccolta di fondi per la ricerca. L’organizzazione della finta onlus predisponeva anche di finte ricevute.

martedì 8 giugno 2010

False fatturazioni per 3 miliardi di euro attraverso associazioni culturali, fondazioni e Onlus

Fonte: Il Sole 24 Ore



Il Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Milano ha scoperto un giro di false fatturazioni di 3 miliardi di euro nel corso di una indagine condotta nei confronti di un gruppo societario, composto da associazioni culturali, fondazioni e Onlus, fortemente impegnato nell'attività di diffusione culturale e del marketing.


L'inchiesta ha portato all'iscrizione nel registro degli indagati della procura di Milano di 26 persone responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione a delinquere finalizzata all'emissione e all'utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, alla truffa aggravata ai danni degli istituti di credito e per il conseguimento di erogazioni pubbliche, all'appropriazione indebita. Sono indagate anche due società, in virtù della legge 231 del 2001, in materia di responsabilità amministrativa degli enti.


Nel dettaglio, gli uomini delle Fiamme Gialle hanno rilevato numerose transazioni finanziarie, supportate da operazioni economiche fittizie, tra cui, consulenze aziendali, commerciali e di marketing, corsi di formazione, vendita/acquisto di opere d'arte, finalizzato all'evasione fiscale e all'ottenimento di linee di credito indebite da parte delle banche. Inoltre, sono state anche riscontrate fatture false per lavori edili riferibili a dimore storiche allo scopo di beneficiare di sovvenzioni pubbliche, visto l'interesse architettonico degli edifici.

giovedì 17 luglio 2008

Sostenevano onlus finte e inducevano ragazze a prostituirsi: arrestati

di Serena Grassia
Fonte: julienews.it


Sgominata  un'organizzazione che effettuava truffe con il pretesto di sostenere alcune onlus in diverse città italiane.
L'operazione ha portato all'arresto di quattro persone tra le province di Padova, Pesaro e Treviso accusate, tra l'altro, di favoreggiamento della prostituzione.
Le truffe individuate sono almeno diciassette. "A vari esercenti venivano venduti spazi pubblicitari inesistenti, con il pretesto che partedel ricavato sarebbe stato devoluto ad associazioni benefiche, ad esempio attive nell'assistenza ai malationcologici. Inoltre, sono venuti alla luce episodi di adescamento di giovani donne attraverso annunci e maifesti con cui si proponevano servizi fotografici, con lo scopo reale di indurle a prostituirsi".

mercoledì 19 marzo 2008

Finti volontari truffano 40 persone.

In manette tre giovani napoletani.
Si spacciavano per rappresentanti dell'associazione 'U.N.A.M.I.C.', affiliata 'ONLUS', e tramite artifizi e raggiri sono riusciti a truffare oltre 40 persone facendosi consegnare somme di denaro destinate a malati ed infermi. Arrestati 3 napoletani
Fonte. LaNazione.it



Firenze, 18 marzo 2008 - Per farsi dare soldi dai commercianti di Montespertoli, Impruneta, Tavarnelle e San Casciano, si sono finti volontari di un'associazione che assiste persone malate. Ma sono stati scoperti dai carabinieri e arrestati con l'accusa di truffa. In manette sono finiti tre persone, A. S., 27 anni, B. C., 21 anni, e P. A. D., 35 anni, tutti originari di un comune in provincia di Napoli. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, la truffa avrebbe fruttato ai tre circa mille euro. Gli arrestati, secondo quanto emerso da successivi accertamenti, erano già stati denunciati per reati analoghi compiuti in altre province italiane.


Si spacciavano per rappresentanti dell'associazione 'U.N.A.M.I.C.', affiliata 'ONLUS', e tramite artifizi e raggiri sono riusciti a truffare oltre 40 persone tra commercianti e privati cittadini, facendosi consegnare somme di denaro destinate, a loro dire, a malati ed infermi. È quanto accaduto nella giornata di ieri ai danni di residenti di Montespertoli, San Casciano V.P., Tavarnelle V.P. e Impruneta in provincia di Firenze.


Protagonisti della truffa, invece, sono stati tre pregiudicati originari di Castello di Cisterna,in provincia di Napoli che prima di essere fermati dai carabinieri erano riusciti a racimolare quasi mille euro in contanti. Si tratta del 
27enne S.A., del 21enne C. B. e del 35enne A.D.P..


I primi due sono stati arrestati dai carabinieri della Stazione di Montespertoli che li hanno sorpresi mentre erano 
intenti a raccogliere i soldi da alcuni commercianti del centro cittadino. Alla richiesta dei militari di mostrare loro la documentazione inerente l'attività svolta, i due, mostrando solo una serie di depliants e opuscoli informativi, dichiaravano di essere delegati dall'associazione 'U.N.A.M.I.C.', affiliata 'ONLUS', a raccogliere fondi in favore di persone gravemente malate ed inferme. I successivi accertamenti, consentivano di appurare che sulla associazione gravava un formale provvedimento di cancellazione dell'associazione dall'anagrafe 'ONLUS' e che pertanto i due non erano assolutamente legittimati ad richiedere denaro ai privati cittadini. Dai blocchetti di ricevute in possesso ai due si poteva, altresì, evincere che gli stessi, nella solo giornata di ieri, erano riusciti a truffare, facendoli cadere in errore per mezzo di artifizi e raggiri, almeno 30 cittadini e commercianti, nei comuni di Montespertoli, Tavarnelle V.P. e San Casciano V.P., facendosi elargire indebitamente la somma complessiva di 710 euro. Per questo i due campani sono stati arrestati con l'accusa di truffa. Ulteriori accertamenti hanno consentito di accertare, che la medesima tecnica era stata utilizzata anche da un altro pregiudicato campano, sicuramente complice dei primi due, nella zona di Impruneta. Anche qui, l'uomo è riuscito a truffare circa dieci persone tra cittadini e commercianti, ricevendo circa 250 euro in contanti. Grazie alle indicazioni ricevute dai Carabinieri di Montespertoli, i militari della Stazione di Impruneta sono riusciti a rintracciare la terza persona A.D.P e ad arrestarlo con la stessa accusa di truffa.


Le verifiche dei militari hanno tra l'altro consentito di accertare che i tre erano stati già controllati in diverse province d'Italia e, in particolare, erano già stati denunciati dai carabinieri di Rieti e Genova sempre per lo stesso reato.