I Vescovi Molinari e D'Ercole si dimisero qualche settimana fa
di Marco Signori
Fonte: Abruzzo24ore.tv
Avevano costituito una serie di Onlus collegate tra loro che facevano capo ad una unica Fondazione, la “Abruzzo solidarietà e sviluppo”, per intercettare e accaparrarsi quante più risorse possibili dei 12 milioni di euro messi a disposizione dal Dipartimento politiche della Famiglia della Presidenza del Consiglio dei ministri per interventi legati alla ricostruzione del tessuto sociale. Scuole, spazi di aggregazione, sedi di associazioni.
Sono i cosiddetti “Fondi Giovanardi”, ribattezzati così perchè stanziati dal Dipartimento che fa capo al sottosegretario Carlo Giovanardi. E la fondazione, è quella che fa riferimento anche alla Curia aquilana, fino a qualche settimana fa presieduta dal vescovo Giuseppe Molinari e dall'ausiliare Giovanni D'Ercole.
Nei guai sono finite cinque persone, due di loro agli arresti domiciliari: Fabrizio Traversi, 62enne romano, la mente della truffa, e Gianfranco Cavaliere, 36enne dell'Aquila, figlio del capogruppo Pdl in Consiglio comunale e referente provinciale dei Popolari liberali: sì, proprio il movimento politico del sottosegretario Carlo Giovanardi. Entrambi uomini chiave della Fondazione costituita dalla Curia assieme ad alcuni Comuni del comprensorio, ma non quello dell'Aquila.
Nella corposa ordinanza di custodia cautelare trovano grande spazio le trascrizioni delle intercettazioni telefoniche, dalle quali emerge come i due si paragonassero ai protagonisti della serie tv “Attenti a quei due”.
L'inchiesta è nata con l'audizione di Massimo Cialente, ascoltato in Procura un anno fa come persona informata dei fatti, a seguito della vivace polemica che era nata tra il sindaco e il sottosegretario, con quest'ultimo che sollecitava continuamente l'immediato utilizzo dei fondi e le repliche del primo cittadino del capoluogo i cui contenuti hanno messo la pulce all'orecchio agli inquirenti.
Numerosi – secondo il procuratore Alfredo Rossini – i soggetti istituzionali ingannati o inconsapevolmente strumentalizzati da Traversi e Cavaliere.
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venerdì 23 settembre 2011
sabato 5 settembre 2009
Trasparenza per gli aiuti umanitari
Fonte: Cooperazione Italiana allo Sviluppo
”Occorre moralizzare il mercato dell’aiuto umanitario, un mercato in piena espansione, rafforzando i dispositivi di controllo a monte e di valutazione a posteriori, se vogliamo che sia pienamente efficace e che l’aiuto raggiunga davvero le popolazioni bisognose”: è la raccomandazione di un ricercatore francese, Laurent Vidal, ospite a Dakar (Senegal) di una conferenza sul tema dell’antropologia dell’aiuto umanitario allo sviluppo.
In un’intervista al quotidiano Walfadjri, Vidal ha messo in guardia da alcune organizzazioni non governative (Ong) di facciata che hanno solo interessi di lucro. ”Nel momento in cui nel Nord del mondo si pensa di poter aiutare e nel Sud esistono persone che pensano di poter svolgere un ruolo d’intermediazione – ha sostenuto il ricercatore - viene a crearsi un mercato, con il rischio di assistere a sottrazioni di fondi”.
D’altro canto, aggiunge Vidal, senza Ong sta ai governi gestire gli aiuti nella massima trasparenza, una condizione non sempre garantita. Partendo dal caso dell’Arca di Zoe, organizzazione francese protagonista nel 2007 di uno scandalo di adozioni illegali di bambini del Ciad, Vidal ha guidato una ricerca sul tema dell’”antropologia dell’aiuto umanitario e dello sviluppo” e i suoi effetti sulle dinamiche sociali. (Misna)
”Occorre moralizzare il mercato dell’aiuto umanitario, un mercato in piena espansione, rafforzando i dispositivi di controllo a monte e di valutazione a posteriori, se vogliamo che sia pienamente efficace e che l’aiuto raggiunga davvero le popolazioni bisognose”: è la raccomandazione di un ricercatore francese, Laurent Vidal, ospite a Dakar (Senegal) di una conferenza sul tema dell’antropologia dell’aiuto umanitario allo sviluppo.
In un’intervista al quotidiano Walfadjri, Vidal ha messo in guardia da alcune organizzazioni non governative (Ong) di facciata che hanno solo interessi di lucro. ”Nel momento in cui nel Nord del mondo si pensa di poter aiutare e nel Sud esistono persone che pensano di poter svolgere un ruolo d’intermediazione – ha sostenuto il ricercatore - viene a crearsi un mercato, con il rischio di assistere a sottrazioni di fondi”.
D’altro canto, aggiunge Vidal, senza Ong sta ai governi gestire gli aiuti nella massima trasparenza, una condizione non sempre garantita. Partendo dal caso dell’Arca di Zoe, organizzazione francese protagonista nel 2007 di uno scandalo di adozioni illegali di bambini del Ciad, Vidal ha guidato una ricerca sul tema dell’”antropologia dell’aiuto umanitario e dello sviluppo” e i suoi effetti sulle dinamiche sociali. (Misna)
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