sabato 12 marzo 2011

Terremoto in Abruzzo, imprenditore arrestato per tentata truffa Denunciato pesarese

Secondo le indagini l'imprenditore avrebbe ottenuto dall'UE la somma di 500mila euro per favorire in città insediamenti industriali. L'amministratore delegato della ditta pesarese coinvolta è stato denunciato.
Fonte: Il Resto del Carlino



L'Aquila, 11 marzo 2011 - Primo arresto a L’Aquila nell’ambito della ricostruzione post-terremoto. I militari del Nucleo di polizia tributaria delle Fiamme Gialle dirette dal tenente colonnello Leonardo Matera, hanno arrestato oggi con l’accusa di tentata truffa, un imprenditore aquilano, C.S.


Secondo le indagini l’imprenditore avrebbe ottenuto dall’Unione europea la somma di 500mila euro per favorire in città nuovi insediamenti industriali. L’uomo avrebbe presentato documentazione falsa. L’arresto è scattato su disposizione del Gip del Tribunale dell’Aquila per il pericolo di reiterazione del reato da parte dell’imprenditore. Maggiori dettagli dell’operazione, che è ancora in corso, saranno forniti dagli investigatori nel pomeriggio.


L’arresto dell’uomo, ai domiciliari, è avvenuo su disposizone del gip del Tribunale del capoluogo, Giuseppe Romano Gargarella, su richiesta del pm Roberta D’Avolio. L’indagato, che ha 39 anni, è di Pizzoli (L’Aquila) ma risiede a Ortona (Chieti). Il provvedimento cautelare giunge all’esito di indagini svolte dai Finanzieri in materia di indebite percezioni di finanziamenti pubblici destinati al sostegno della ripresa economica nelle aree del 'cratere sismico'.


All’imprenditore arrestato è stato contestato il reato continuato di tentata truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, in concorso con altri. Nel mese di dicembre dello scorso anno, la Guardia di Finanza aveva denunciato all’Autorità Giudiziaria l’imprenditore tratto ora in arresto, in relazione ad un tentativo, individuato e sventato, di truffa per conseguire analoghi fondi per un ammontare di oltre 200.000 euro. Si ricorderà che i Finanzieri avevano scoperto che egli aveva richiesto l’erogazione dei contributi, utilizzando documentazione materialmente falsa per dissimulare l’esistenza ed operatività di due nuove realtà aziendali a L’Aquila, nei settori dell’informatica e della consulenza d’impresa.


Prestanome delle aziende risultò una ex ballerina di night, K.D. di 25 anni, di origine lituana, residente a Pescara. Le ulteriori indagini di polizia giudiziaria, finanziarie e contabili svolte dal Nucleo di Polizia Tributaria di L’Aquila, sotto la direzione del Procuratore della Repubblica Alfredo Rossini e del sostituto procuratore Roberta D’Avolio e supportate dal rinvenimento, nel corso di diverse perquisizioni, di documentazione compromettente, nonchè dalle dichiarazioni di diversi soggetti sentiti in atti, hanno rivelato che l’imprenditore arrestato aveva ideato e posto in essere almeno un altro, analogo, tentativo di percepire indebitamente tali fondi, ancora per un importo di 200.000 euro.


A fattor comune con la prima truffa sventata è stata riscontrata, ancora una volta, la falsità materiale della documentazione allegata all’istanza di ammissione al beneficio che avrebbe dovuto attestare gli investimenti necessari per avviare la nuova attività, nel territorio aquilano, di una società pesarese operante nel settore del noleggio di autovetture e veicoli commerciali. Della nuova impresa, tuttavia non è stata trovata traccia nella sede dichiarata.


L’amministratore della società pesarese, C.A. di 54 anni di Pesaro, è stato pertanto denunciato, a piede libero ed in concorso con l’arrestato, per lo stesso reato. La scoperta di questo ulteriore illecito tentativo di accedere ai finanziamenti erogati dall’Unione Europea, ha fatto sì che l’Autorità giudiziaria emettesse il provvedimento cautelare personale, in relazione al pericolo di reiterazione del reato ed inquinamento del quadro probatorio.

lunedì 7 marzo 2011

8 x 1000: sicuri di fare beneficenza?

di Francesca De Benedetti
Fonte: quellidellarosa.it


Su un’entrata di circa 1000 milioni di euro di disponibilità, solo 1/5 dell'8x1000 alla Chiesa cattolica - circa 200 milioni - viene destinato allo scopo pubblicizzato caritativo-assistenziale. Come mai allora fino a poco tempo fa le pubblicità della Chiesa erano incentrate proprio sull’aspetto caritativo?



Chi di noi non ha mai visto in tv uno spot per l’8×1000 alla Chiesa cattolica?
Pochi avranno avuto invece l’occasione di dare un’occhiata ai dati sul sostegno economico alla Chiesa cattolica e sull’utilizzo che ne viene fatto. Perciò voglio mettere a disposizione di tutti i dati (Fonte: Annale 2008 “Chiesa in Italia” de “Il Regno”) riferiti a tre annate, dal 2005 al 2007.
Stando ai numeri, un miliardo di euro (mille milioni di euro) è stato l’ammontare approssimativo annuo dell’8×1000 alla Chiesa cattolica. La quota di 8×1000 destinata direttamente a scopi assistenziali e caritativi è però marginale.

Il meccanismo è nato a metà ’80 sostituendo il sistema della “congrua” (http://it.wikipedia.org/wiki/Assegno_di_congrua) e i benefici a sostegno redditizio del clero, la cui remunerazione media lorda mensile è di circa 1.100 euro a testa (Remunerazione media lorda mensile 2005 1.084,5 2006 1.122,3 2007 1.146,54).
Su un’entrata di circa 1000 milioni di euro di disponibilità, solo 1/5 dell’8×1000 alla Chiesa cattolica – circa 200 milioni – viene destinato allo scopo pubblicizzato caritativo-assistenziale. Come mai allora fino a poco tempo fa le pubblicità della Chiesa erano incentrate proprio sull’aspetto caritativo? Un problema sollevato anche internamente dalla Caritas e a cui ha fatto seguito la scelta di mostrare preti che facevano la carità (visto che gran parte della quota è rivolta al loro sostentamento). Nonostante l’Assemblea dei vescovi abbia deciso di riorientare i contenuti, rimane comunque al centro degli spot l’elemento caritativo.
La destinazione dell’8×1000 veniva così distribuita nel 2005, 2006, 2007 (cifre in milioni di euro):
dati
Diversa è la scelta ad esempio della Chiesa valdese, che ha inteso rivolgere tutto il ricavato dall’8×1000 a scopo assistenziale, caritativo e in progetti per lo sviluppo. I dati su http://www.chiesavaldese.org/pages/finanze/2005/rendiconto2005.php
L’Italia è l’unico caso al mondo in cui la quota “non destinata” (cioè di chi non fa una scelta precisa su a chi destinare il suo 8×1000, e che raggiunge il 60% circa) viene distribuita in modo proporzionale (quindi, anche di questa quota, una buona fetta viene rivolta di fatto alla Chiesa cattolica).
Per approfondimenti http://www.uaar.it/laicita/otto_per_mille/

domenica 6 marzo 2011

Beneficenza, tante truffe con successo e vere richieste inascoltate

di Lucia Pippi
Fonte:  luciapippi.com 

Le truffe sulla beneficenza sono sempre in agguato, ormai è noto. Gente che si spaccia per appartenenti alla Croce rossa,  o ad altre associazioni benefiche e chiede denaro, che so, per un pulmino per disabili piuttosto che per una scuola in un paese dal nome impronunciabile. Anzi. Ho risposto io ad una telefonata di un tale che chiedeva soldi per un abbonamento ad una rivista dei carabinieri, dato che l’Arma, secondo queste persone, era in difficoltà  economiche tali da non poter nemmeno pagare gli straordinari o garantire un pattugliamento del territorio adeguato per mancanza di macchine e di benzina. Ovviamente, non ci ho creduto nemmeno mezzo secondo. Così come non credo alle tante e-mail della vedova russa, francese o che diavolo ne so io, che chiede il numero del nostro conto corrente in cui far transitare una cospicua somma di denaro per evitare che gli eredi del marito  la lascino in mutande, promettendo, in cambio del favore, una cospicua ricompensa. E diffido anche di quelli che chiedono contributi per salvare questo o quel bambino malato che si trova, se tutto va bene, dall’altra parte del mondo. E’ chiaro, mi sono sempre detta che in questi casi chi manda queste e-mail non è il genitore del bambino, visto che non potrebbe mai speculare sulla pelle del proprio figlio inventandosi una malattia tanto assurda e una storia  tanto drammatica solo per far soldi. Invece no. La realtà in molti casi supera la fantasia. E c’è chi, pur di tirar su qualche euro, ha falsificato i certificati di malattia della propria bambina istruendola a dire cose non vere anche durante le interviste televisive. Con l’aiuto del marito e di un complice, la donna era riuscita a falsificare la documentazione medica, facendo credere che la figlia fosse affetta da una gravissima patologia al polmone, la cosiddetta “sindrome del lobo medio” riuscendo ad ottenere il riconoscimento dell’invalidità al 100%.    In realtà la bimba era stata ricoverata all’ospedale Gaslini di Genova per disturbi non gravi, ma era stata falsificata la cartella clinica.   La trasmissione “Le Iene” aveva sollevato dubbi sul caso e ieri, al termine di indagini svolte dalla Procura di Napoli, Luisa Pollaro, di 36 anni, madre della piccola, è stata arrestata con le accuse di truffa aggravata, falso ideologico per induzione di Pubblico Ufficiale e falso materiale. Indagati il marito, Vincenzo Ciotola, e un amico della coppia, Gianluca Scelzo, per i quali il gip ha respinto la richiesta di obbligo di firma chiesta dal pm Aldo Ingangi. Ad eseguire l’ordinanza sono stati gli agenti del commissariato di Fiumicino.   Durante le numerose “ospitate televisive” i due genitori avevano sostenuto che la figlia soffrisse di continue crisi respiratorie, e che per vivere necessitasse di un costoso intervento salvavita da eseguirsi in una clinica specializzata negli Stati Uniti. Si erano poi aggiunte serate di beneficienza in diverse regioni d’Italia, attraverso le quali i due erano riusciti a mettere in atto numerosissime truffe, in danno di cittadini, persone dello spettacolo ed enti pubblici.   Nel 2008, per promuovere la raccolta fondi, era nata l’ associazione “Assocentauri” con la creazione di un account su Facebook per aggiornare tutti gli utenti sulla situazione psico-fisica della bambina.   Numerose le donazioni, sia in denaro che in beni di svariata natura, fatte a favore della famiglia e accreditate direttamente nei conti correnti dei truffatori.    Poi nel 2007 una casa editrice aveva pubblicato il primo libro autobiografico scritto dalla bambina “Voglia di vita, i miei giorni in ospedale”, seguito dalla pubblicazione del secondo libro, scritto dalla madre, intitolato “La vita continua” nel 2009. Con le stesse modalità, la coppia era riuscita a ingannare i componenti della Commissione Invalidi Civili della Asl, ottenendo fin dall’aprile del 2005, un’ indennità di invalidità pari al 100%.    E’ stata un’agente del commissariato di Fiumicino, presente ad una serata di beneficienza dell’Associazione nel novembre 2009, a insospettirsi per il comportamento estremamente vivace della piccola che poco sembrava conciliare con la malattia “pubblicizzata”. Attraverso il raffronto con la documentazione originale delle cartelle cliniche degli ospedali e quella in possesso all’Associazione si sono subito riscontrate contraffazioni e falsificazioni. La magistratura ha disposto il blocco dei conti correnti intestati ai due genitori per un valore di 178mila euro. Sono state, inoltre, sequestrate migliaia di libri pronti alla vendita. Ecco. Io non ho mai visto questi genitori. Comunque mi sento di augurare loro una cosa: una bella malattia come quella che hanno tanto pubblicizzato per la loro figlia. Non alla bambina, me ne guardo bene! Lei non ha colpe, è solo nata da due elementi del genere che non meritano davvero niente. Magari, se gli capitasse davvero una cosa del genere, si renderebbero conto che la malattia è una cosa seria e non va bene speculare sulla buona fede e sulla commozione di tante persone. Perché chi ha figli che stanno male sul serio, e ne ho conosciuti tanti, anche indirettamente come i genitori di Chiara, a cui Pianeta Umbria ha dedicato una serie di servizi, la bambina di Foligno affetta da un malattia rarissima, chiedono molto poco e lo fanno con grande dignità. Nel caso di Chiara l’unica richiesta è quella di un parcheggio sotto casa per non creare troppi disagi alla bambina durante gli spostamenti. E lo hanno fatto con molta umiltà, con un sorriso talmente dolce che davvero è arrivato al cuore di ciascuno di noi, “Pianetelli umbri”. Una richiesta che, speriamo, il Comune accolga al più presto (anche perché noi gli stiamo col fiato sul collo e siamo pronti a sparare duro…). Come vedete, niente in confronto ai tanti soldi chiesti da questa donna schifosa e dal marito. E Chiara sta male sul serio e ha bisogno di tante cose… La storia di questa famiglia la trovate qui, nel video della puntata di Pianeta Umbria andata in onda il 14 gennaio scorso.  Come hanno detto Mirko e Serena in quell’occasione, leggendo un cartellone realizzato da Arianna: “Vogliamo un parcheggio per Chiara!”. E chi può farlo, glielo dia! Non è beneficenza, è solo il riconoscimento di un diritto ad un padre, ad una madre e a una bambina malata.

venerdì 4 marzo 2011

Cinque per mille, nel 2009 "premiati" oltre 27 mila enti

Fonte: Azzurratv


L’Agenzia delle Entrate ha reso noti beneficiari e importi del 5 per mille relativo all’anno 2009.
Sono state 31.899 le associazioni di volontariato, le onlus, le associazioni di promozione sociale, le associazioni e fondazioni riconosciute che si sono iscritte. Di queste, 28.396 sono state ammesse (dunque, sono 3.493 gli esclusi per mancata o tardiva presentazione della documentazione o per carenza di presupposti. Un dato comunque in calo, visto che nel 2008 gli esclusi furono 7.227) e 27.269 hanno ricevuto importi in base alle scelte dei contribuenti.
Sempre nel 2009, 427 sono di enti di ricerca scientifica e dell’Università iscritti, oltre a 93 enti della ricerca sanitaria e 5.855 associazioni sportive dilettantistiche riconosciute dal Coni. Oltre a ciò, hanno ricevuto preferenze per le attività sociali svolte anche 7.861 comuni.

L’importo complessivo del cinque per mille 2009 è di 420 milioni di euro. Agli enti di volontariato sono andati in totale 267.767.761,65 euro (di cui 242.229.118,98 frutto di scelte espresse e 25.538.642,67 derivanti dalle scelte generiche).
Agli enti di ricerca scientifica sono andati oltre 63 milioni di euro (63.636.489,69), ai 93 enti di ricerca sanitaria ben 61.335.494,47 euro; ai comuni oltre 13 milioni di euro; alle associazioni sportive dilettantistiche, infine, oltre 6 milioni di euro.
In generale, il 5 per mille si sta dunque consolidando, come risulta anche dal confronto con gli anni precedenti. Complessivamente, continuano a crescere sia le somme da erogare, 14,5 milioni in più rispetto al 2008, sia il numero dei contribuenti che hanno "esplicitato" la loro preferenza, quasi 1 milione in più.Nel 2009, infatti, i contribuenti che hanno espresso la loro preferenza per un settore di attività o per un singolo ente sono stati 15.476.007 (i due terzi delle scelte vengono espresse con l’utilizzo del modello 730).

Come negli anni precedenti, le scelte espresse dai contribuenti sono convogliate in gran parte su un limitato numero di enti, particolarmente noti per le loro attività svolte e capaci dunque di avere una grande visibilità. Di conseguenza anche gli importi si polarizzano su pochi enti del volontariato, della ricerca scientifica e sanitaria. 
Per ciò che concerne il volontariato, in testa alla lista degli importi troviamo: Medici senza Frontiere (9.936.974,92 euro), Emergency (8.074.262,57), Unicef Italia (6.859.559,21), Associazione italiana per la ricerca sul cancro (6.590.034,31), Ail (5.300.511,27), Acli (4.145.094,52), Lega del Filo d’Oro (3.840.936,11), Auser (3.508.058,47), Fondazione Ant Italia (2.711.445,17), Fondazione piemontese per la ricerca sul cancro (2.437.755,12).
Queste le prime dieci della graduatoria. Sempre per ciò che concerne il volontariato, va detto che sono 24 gli enti che hanno ricevuto più di un milione di euro; ben 41 inoltre hanno ricevuto sopra il mezzo milione di euro.
Di più: le prime 25 associazioni hanno beneficiato di quasi 73 milioni di euro (72.942.959,36), che rappresenta il 27,24% del totale. Le prime 100 associazioni, invece, hanno beneficiato di oltre 102 milioni (102.391.526,68), pari al 38,24% del totale.

In generale, però, gli importi medi assumono ben altra dimensione: dai conteggi effettuati dall’Agenzia delle Entrate, infatti, si rileva che la media degli importi è di 27,14 euro. Per il solo volontariato la media è di 27,58 euro, non distante da quella del 2008 (quando la media fu di 28,36 euro) e del 2007 (27,14). 

lunedì 21 febbraio 2011

Compensi stellari per i dirigenti, bufera su Amnesty International

di Marco Santopadre
Fonte Radio Città Aperta



Mezzo milione di sterline, poco meno di 600mila euro: a tanto ammonta la buonuscita che é stata pagata dall’organizzazione Amnesty International all'ex segretaria generale Irene Khan alla vigilia delle sue dimissioni dal suo incarico nel dicembre del 2009, dopo neanche 8 anni di lavoro. 
Quel che è più grave, oltre all’astronomico ammontare della cifra, è che la somma faceva parte di un accordo segreto i cui particolari non sono stati resi noti. La notizia é trapelata nei giorni scorsi ma finora Amnesty ha preferito non rispondere alle domande dei giornalisti e alle critiche di numerosi attivisti e finanziatori dell’organizzazione, stupiti o indignati da una pratica che ha più a che fare con una multinazionale che con una associazione per la difesa dei diritti umani.
Il presidente del comitato esecutivo dell’ong Peter Pack si è solo limitato a dire che, in base all'accordo confidenziale tenuto segreto, "non ci saranno ulteriori commenti da parte di nessuno" (!). 
Un analogo trattamento di favore è stato riservato anche alla sua vice, Kate Gilmore - uscita di scena nello stesso periodo della Khan - che secondo le indiscrezioni ha beneficiato di una buonuscita di 300mila sterline (oltre 350mila euro). Durante il suo mandato a capo dell'organizzazione internazionale, la Khan – paradossalmente la prima musulmana a ricoprire l'incarico - ha ricevuto pesanti critiche per l'atteggiamento giudicato poco incisivo rispetto alle violazioni dei diritti umani compiute in Iraq dalle truppe di occupazione straniere. 
In particolare, in molti le hanno rimproverato di aver tenuto un profilo troppo basso nel caso dello scandalo delle torture nella prigione irachena di Abu Ghraib. La donna, originaria del Bangladesh e fervida sostenitrice di progetti per combattere la povertà, poteva del resto contare su un lauto stipendio: circa 133.000 sterline all’anno.

sabato 19 febbraio 2011

Haiti: Gli ''aiuti'' sono andati alle ONG, non alla gente!

Fonte: affaritaliani.it

Il 66% di tutte le donazioni che sono state fatte non sono state investite per la gente di Haiti, ma per il funzionamento delle Ong. Alcune hanno deciso di comprare fuoristrada da 40/50 mila dollari.

Evel Fanfan
Il 20% di queste donazioni sono state spese per pagare il personale delle organizzazioni”: è quanto ha denunciato Evel Fanfan, presidente dell'organizzazione “Aumohd-Action des Unités Motivées pour une Haiti de Droit”, organizzazione di avvocati che dal 2002 si occupa della difesa dei diritti umani e civili della popolazione. 


“E' impossibile che nonostante sia stato speso un miliardo di dollari per Haiti, la situazione sia quella che ancora vediamo e che l'epidemia di colera ancora non si riesca controllare. Noi possiamo dire che tutti questi soldi erogati sono stati spesi in progetti che non hanno aiutato”. 
Evel Fanfan è impegnato in Italia per un ciclo di conferenze per far conoscere la reale situazione vissuta dalla popolazione dell'isola caraibica dopo il sisma di magnitudo 7,3 della scala Richter che, il 12 gennaio 2010, ha devastato la capitale dell'isola, Port au Prince ed i centri limitrofi, colpendo circa 3 milioni di persone, con un bilancio di circa 250 mila morti e 1,7 milioni di sfollati, di cui più di un milione ancora nelle tendopoli provvisorie. 


Ad un anno dal sisma, l'emergenza continua in un paese già piegato da dittature decennali, instabilità politica, corruzione, calamità naturali, degrado e povertà. In poco più di 12 mesi, solamente il 5% delle macerie è stato rimosso. La Commissione ad Interim per la Ricostruzione di Haiti (Cirh) è stata al centro di aspre polemiche per l'incapacità di gestire gli oltre 10 miliardi di dollari stanziati dalla “Conferenza internazionale dei donatori per la ricostruzione di Haiti”, tenutasi a New York il 31 marzo 2010, solo in minima parte erogati per la ricostruzione, che stenta a decollare, senza uno stato capace di far fronte alle emergenze. 


Le elezioni del 28 novembre scorso e i brogli elettorali hanno contribuito ad esasperare il clima d'instabilità. Migliaia i morti provocati dall'epidemia di colera esplosa l'ottobre scorso. “In tutto circa 3.333 vittime e più di 148 mila contagi, che hanno messo in luce i limiti del sistema degli aiuti internazionali in un paese che beneficia di un apparato umanitario massiccio” - riporta la Risoluzione del Parlamento europeo sulla situazione di Haiti diffusa il 14 gennaio scorso.
Circa 12 mila organizzazioni soprattutto internazionali concentrate nel paese, che hanno fatto guadagnare all'isola delle Antille l'appellativo di “Repubblica delle Ong”. “Abbiamo discusso con l'80% delle organizzazioni non governative presenti e abbiamo chiesto di creare un osservatorio per evitare lo spreco di denaro e verificare la trasparenze delle spese. La maggior parte non ha accettato una super visione e un controllo”. 


Conclude Evel Fanfan: “Stiamo preparando una petizione indirizzata alla Commissione per la Ricostruzione di Haiti, per chiedere che un piano di lavoro venga pensato insieme alla comunità haitiana. Pertanto siamo qui per sensibilizzare l'opinione pubblica internazionale per chiedere con noi trasparenza, per dire che questo tipo di aiuto non ha avuto alcun tipo di risultato ora e non che lo avrà in futuro e per chiedere alla comunità internazionale di cambiare il suo piano di azione, lavorando con la società civile locale senza escluderla”. 

martedì 15 febbraio 2011

Quant’è buono Silvio: 9 milioni in beneficenza, garantisce Studio Aperto

Fonte www.giornalettismo.com

Casualmente, il Tg di Mediaset parla delle donazioni del premier alla vigilia della decisione del Gip sul caso Ruby
“Scuole, orfani, ospedali, sacerdoti, vedove di caduti in missione”. Sono le persone e le associazioni beneficiarie delle elargizioni del premier. Studio Aperto e’ entrato in possesso di un documento con i bonifici che attestano le donazioni di Silvio Berlusconi negli ultimi anni e le ha mostrate oggi nell’edizione delle ore 18.30. “Tra queste la Scuola San Giuliano di Puglia, l’associazione ‘I ragazzi di Scampia’, l’Ospedale San Raffaele di Milano, l’Universita’ Alma Mater di Bologna, l’AIL – Associazione Italiana Leucemie”.
Studio Aperto ha calcolato approssimativamente “un totale delle donazioni che, solo negli ultimi anni, sfiora i 9 milioni di euro, una cifra considerevole, devoluta ad enti, istituzioni, persone fisiche da cui certamente Berlusconi non poteva avere in cambio altro che gratitudine. E chissa’ che per qualcuno questa non sia l’ennesima prova di altri orrendi misfatti”, si legge nella nota dell’ufficio stampa delle Reti Mediaset. Ecco alcune delle voci mostrate dalle telecamere nel servizio: – Sia – Societa’ italiana per l’amiloidosi: 50.000 euro – Dipartimento di scienze e tecnologie agroambientali di Bologna, sono tre tranches per un totale di quasi 39.000 euro.  Universita’ di Bologna, Alma mater, due tranches per un totale di 36.000 euro. Comunita’ incontro di don Gelmini, sono 5 milioni di euro. Pio albergo Trivulzio, 250.000 euro e ancora 250.000 euro sono mezzo milione di euro. “E’ attesa per domani- ricorda ancora il comunicato di Mediaset- la decisione del Gip Cristina Di Censo sulla richiesta di giudizio immediato nei confronti di Silvio Berlusconi. Tra le carte depositate dalla procura di Milano ci sono anche alcuni bonifici effettuati dal premier. Per l’accusa e’ la pistola fumante, la prova regina dei reati che gli sono contestati. Per Berlusconi si tratta solo di beneficenza: se ho dato dei soldi, e’ la sua difesa – l’ho fatto solo per aiutare qualcuno, senza nessun altro fine. Ma qual e’ la verita’?”. Il Pio Albergo Trivulzio, per la cronaca, è quello gestito da Mario Chiesa che ha fatto scoppiare Tangentopoli.