sabato 9 luglio 2011

Salomon. Appello alla vergogna senza limiti

di Fulvio Beltrami


Fonte: Reset Italia


Un mio amico, anche lui impegato nel mondo umanitario, mi ha inoltrato un’email che ha ricevuto dalla Organizzazione Umanitaria Inglese: MERLIN.
L’oggetto dell’email era un appello a donazioni per far fronte alla crisi alimentare mondiale a seguito di una campagna che Merlin ha lanciato nell’Occidente intitolata: “Global Food Crisis Appeal” (Appello alla crisi alimentre mondiale).
L’email era composto da una appassionata lettera e da una fotografia di un bambino africano malnutrito.
Nella lettera si informava che e’ in atto una crisi mondiale dell’alimentazione dove un miliardo (ciffra tonda) di persone sono affamate, avvertendo che la malnutrizione e’ il principale causa di morte al mondo.
La lettera continua descrivendo le condizioni del bambino africano tutto pelle e ossa che viene chimato Salomon. Soffre di malnutrizione cronica pesa meno di 10 kg e si fa intendere che e’ vicino alla morte.
La lettera conclude con la richiesta di una donazione secondo le proprie possibilita’ economiche, informando che bastano appena 20 sterline per assicurare l’alimentazione di due settimane ad un bambino gravemente  malnutrito e permettergli di soppravvivere.
Nella lettera e’ inserito un link (http://www.merlin.org.uk/appeals/the-crisis?utm_medium=email&utm_source=Merlin&utm_campaign=0611+Food+Crisis+Emergency+Appeal+-+enews&utm_content=Watch-our-video&dm_i=5IV,GNPE,1C4WTC,1CVJG,1) dove si invita a visionare un video sul tema. Per curiosita’ l’ho visto e manco a farlo apposta ci sono altri bambini sempre africani e sempre ridotti a pelle e ossa.
Andando sul sito della Ong nella pagina dedicata alla campagna contro la malnutrizione(https://donate.merlin.org.uk/Global-Food-Crisis-Appeal?utm_medium=email&utm_source=Merlin&utm_campaign=0611+Food+Crisis+Emergency+Appeal+-+enews&utm_content=Donate&dm_i=5IV,GNPE,1C4WTC,1CVJF,1)  vi sono altre due foto di bambini africani.
La prima ritrae un bambino che azzanna una scodella di cibo con la cieca rabbia di chi non mangia da giorni.
La seconda ritrae un bambino sceletro che riceve cure mediche (probabilmente da personale della Ong).
La terza ripete la foto di Salomon utilizzata nella email.
Segue il tariffario delle donazioni: 60 sterline (66,56 Euro) per formare un assistenza sanitario comunitario che si occupera’ dei bambini malnutriti, 40 sterline (44,37 Euro) per assicurare assistenza sanitaria per i bambini malnutriti e 20 sterline (22,19 Euro) per alimentare un bambino gravemente malnurito per due settimane.
Vecchie vergone e nuovi inganni.
Sono anni che le ONG e, qualche volta, le Agenzie ONU utilizzano foto di bambini africani malnutriti per le loro raccolte fondi.
L’obiettivo e’ chiaro: proporre immagini shock al consumatore per vendere il prodotto che in questo caso e’ la donazione alla Ong.
In questi ultimi anni gli esperti di pubblicita’, pagati milioni di euro per ideare queste campagne, hanno constatato che gli appelli generici non sono piu’ efficaci. Quindi camuffano l’appello generico come un appello personalizzato sotto forma di lettera come se fosse rivolto ad una persona che si conosce o ad un amico.
La lettera inizia con il nome della persona a cui e’ indirizzato l’email.
I nomi vengono ottenuti sia dal data base delle richieste di lavoro archiviate nelle risorse umane delle Ong sia dall’acquisto di pacchetti di nominativi da agenzie internet specializzate.
Spesso queste campagne puntano sul pietismo e sulla commozione delle persone al fine di spingerle a mettere le mani al portafoglio.
Gli esperti pubblicitari, in accordo con le direzioni delle Ong, rivolgono al potenziale consumatore messaggi falsificati.
Se esaminiamo l’appello di questa Ong Inglese notiamo che lascia una illusoria liberta’ d’offerta, secondo le proprie possibilita’ finanziarie per poi proporre un listino prezzi comoposto da tre quote di finanziamento che vanno da un minimo di 22 euro ad un massimo di 66 euro.
Le tariffe sono abbinate a delle azioni umanitarie, formare il personale locale, offire cure sanitarie e attivare un programma di alimentazione per i bambini malnutriti.
Al consumatore si garantisce che con l’esatta somma proposta per la donazione verra’ assicurata la copertura finanziaria per fare una di questre tre attivita’, a sua scelta.
Gli esperti del settore conoscono bene per ogni singola attivita’ descritta vi sono innumerevoli varianti di costo a secondo della tipologia dell’intervento, del paese, dello stato del paziente, del costo dei lavoratori nel paese e via dicendo. Eppure questa Ong e’ categorica e le ciffre di finanziamento tonde.
Al consumatore si nasconde un dettaglio importante: per la maggioranza dei casi queste attivita’ rientrano in progetti gia’ finanizati dai vari Enti Finanziatori: ECHO, Comunita’ Europea, UNHCR, PAM, UNICEF, etc., quindi i soldi per portare avanti queste attivita’ sono gia’ disponibili.
Allora dove vanno a finire i soldi delle donazioni?
I soldi delle donazioni rientranti nel fund rusing (colletta di fondi) non obbligano le Ong a presentare un dettagliato bilancio di spese per giustificare il loro utilizzo allo scopo dichiarato come invece sono obbligate dagli Enti Finanziatori.
Per la maggior parte dei casi queste donazioni vengono utilizzate per coprire le spese delle sedi centrali delle Ong in Europa: affitto immobile, spese personale, cancelleria ufficio, luce, acqua, gas, spese di trasporto e logistiche.
Se la campagna e’ stata particolarmente “proficua” parte delle donazioni vengono utilizzate per coprire le stesse spese di cui sopra che gli uffici regionali nel Terzo Mondo devono affrontare.
Normalmente gli Enti Finanziatori non riconoscono le spese per le sedi centrali e regionali come eleggibili nella rendicontazione progettuale, quindi le donazioni sono necessarie per coprire questi famosi costi non eleggibili.
Ma, attenzione, se la campagna va male, le vostre donazioni serviranno a coprire in parte o totalmente la fattura presentata dalla ditta pubblicitaria incaricata di promuoverla e niente di piu’.
L’inganno nell’inganno.
Spesso le foto che serviranno per queste discutibili campagne pubblicitarie vengono scattate durante operazioni umanitarie all’insaputa del beneficiario e dei suoi genitori. Non credo che una madre che ha portato suo figlio in un centro nutrizionale abbia l’accortezza di chiedere quale utilizzo verra’ fatto della foto scattata a suo figlio che sta morendo.
Spesso queste foto vengono scattate da giovani operatori umanitari senza l’obiettivo di utilizzarle per le campagne pubblicitarie ma per creare un dossier fotografico per il progetto o per memoria personale.
In ogni contratto le Ong inseriscono il copyright (diritti d’autore). Ogni video, foto o registrazione realizzate da operatori umanitari sotto contratto sono di proprieta’ della Ong. Quindi per le campagne pubblicitarie spesso le sedi delle Ong non devono neppur affrontare le spese per un fotografo e cameramen professionale. Semplicemente utilizzano il materiale audio visivo e fotografico dei loro operatori umanitari.
E’ palese che questo modus operandis viola diverse leggi internazionali: dal diritto alla privacy al diritto di autore.
Sarebbe consolatorio pensare che queste neffandezze si limitino a questa Ong inglese. Al contrario e’ moneta corrente tra varie Ong internazionali comprese molte Ong italiane.
Come l’antico motto consiglia non bisogna pero’ fare di tutta l’erba un fascio.
Esistono Ong che evitano queste discutibili campagne di raccolta fondi edingaggiano fotografi professionisti per fare dei reportage fotografici che testimoniano le loro attivita’ umanitararie che non ledono la dignita’ dei beneficiari.
In Italia due tra i fotografi professionisti piu’ famosi nel campo umanitario e che svolgono il loro lavoro non sfruttando le disgrazie umane ma esaltando l’orgoglio e la sensibilita’ dei beneficiari sono: Lorenzo dell’Uva  (http://www.facebook.com/home.php#!/delluva) specializzato in foto di bambini e donne e Laura Salvinelli (http://www.laurasalvinelli.com/) ritrattista o, come definisce se stessa: “reportrait”.
Giusto per curiosita’ la foto del mio avatar su Facebook e’ una foto di Lorenzo scattata nel 2008 in un campo profugo nel sud del Ciad.
La reazione dei Paesi Africani.
In alcuni Paesi Africani come l’Uganda, il Ruanda, il Kenya e la Tanzania parlamentari e settori della societa’ civile stanno aprendo un dibattito sull’operato di varie Ong ai fini pubblicitari e di lucro.
In questi Paesi si stanno studiando proposte di legge da presentare ai rispettivi Parlamenti che impediscano alle Ong locali e internazionali questo utilizzo di materiale fotografico e aduovisivo, con l’obiettivo di proteggere la dignita’ dei propri cittadini o dei profughi ospitati nel loro paese.
Auspicandoci che queste proposte di legge vengano completate, presentate ed approvate nei Parlamenti di questi Paesi Africani, una domanda sorge di dovere: non e’ il caso di varare simili leggi anche nei nostri Paesi?

mercoledì 29 giugno 2011

Lady Gaga fa beneficenza, ma la accusano di Truffa

Fonte Leggo 29 06 2011


NEW YORK – La pop star americana Lady Gaga è stata denunciata da uno studio legale del Michigan che l’accusa di aver tenuto per sè una parte dei profitti della vendita di un braccialetto, i cui proventi dovevano essere integralmente versati alle vittime del sisma/tsunami che ha colpito il Giappone.


Nella denuncia, presentata venerdì scorso – precisa lo studio 1800lawfirm.com in un comunicato – si rimprovera a Lady Gaga e alla sua casa discografica Universal e alla società di prodotti promozionali Bravado di non essere stati trasparenti nella loro comunicazione sulla vendita del braccialetto. Dopo la catastrofe che ha colpito il Giappone lo scorso marzo, Lady Gaga aveva creato e messo in vendita un braccialetto di plastica: i proventi della vendita dovevano essere interamente versati alle vittime, come afferma il sito internet della cantante. Di colore bianco, il braccialetto è venduto a cinque dollari e vi è scritto sopra in colore rosso, in inglese e in giapponese, ‘We pray for Japan’. Secondo la denuncia però, la star e i suoi partner «hanno gonfiato le spese di trasporto» e hanno «tenuto una parte dei proventi della vendita». «Questa denuncia senza fondamento – ha dichiarato Holly Shakoor, una portavoce di Lady Gaga in una e-mail all’Afp – distoglie l’attenzione dalla generosità dei fan in tutto il mondo che sostengono il popolo giapponese». «Tutti e cinque i dollari pagati per acquistare ogni braccialetto vanno alle vittime», ha aggiunto, sottolineando che Lady Gaga «ha impegnato fondi personali in questa causa e continuerà a sostenere le vittime della catastrofe»

giovedì 23 giugno 2011

Smascherata finta Onlus con giro d'affari di 400 mila euro


Fonte: reggionline 22/06/2011


L'associazione, un circolo con 2.500 soci, è stata scoperta dall'Agenzia delle Entrate di 
Reggio
REGGIO - Caricavano ogni singola bevanda anche del 400% facendo oltre 40mila consumazioni in un anno per un giro d’affari di oltre 370 mila euro. Il tutto, ovviamente, assolutamente e rigorosamente in nero. Questo è quanto scoperto dall’Agenzia delle Entrate di Reggio che ha condotto alcuni accertamenti fiscali di concerto con la Siae sull’attività di un circolo che celava i propri ingiusti profitti sotto le vesti di un'associazione Onlus (e quindi senza scopi di lucro). Con 2.500 tesserati l'associazione aveva una vera e propria natura commerciale e poteva vantare una media di 800 consumazioni a singola serata per un totale di 25mila ingressi con tanto di ticket di accesso di importo variabile in funzione all'evento. Per non farsi mancare proprio nulla l’attività del circolo era abbondantemente pubblicizzata su un sito web con opuscoli e locandine in cui non vi era traccia della natura delle iniziative come “attività culturali”.

domenica 19 giugno 2011

Siria: il cugino di Al Assad lascia il suo Business per dedicarsi alla beneficenza

di Ahmed Lulu 
Fonte: Global Voices online



Il 16 giugno, alla vigilia di un nuovo Venerdì di protesta in Siria, la televisione di stato siriana ha annunciato che l'uomo d'affari Rami Makhlouf (41), lascierà il lavoro per dedicarsi alla beneficenza.


Su Twitter, Nasser H. Al-Shaikh è stato il primo a riferire la notizia, parlando al canale di informazioni Al Arabiya:
AlArabiya: Syrian businessman Ramy #Makhlouf gives up his properties to the state #Syria #Assad
In un altro Twitter, spiega:
#Makhlouf is a cousin of President #Assad & according to FT he's thought to control up to 60% of #Syria's economy. http://is.gd/c9zF3v
Immediatamente ci sono state reazioni.
RevolutionSiria, una delle fonti principali su Twitter sulle novità della rivoluzione Siriana ha commentato:
I would laugh if this wasn't so disgusting. #Makhlouf says he'll devote profits from his business to charity…. http://fb.me/TdWulPXB
Il tweete di MagdyBasha123 ha espresso scetticismo scrivendo
#somebodytellmewhy #daddysays #wakemeup whn Rami #Makhlouf is prosecutd 4 corruption & not given red carpet trtmnt as #philanthrapist #SYRIA
Altri hanno accolto favorevolmente la decisione, ma hanno sottolineato che questo non è sufficiente per soddisfare le richieste dei manifestanti. Lasyrie ha tweetato:
Rami #Makhlouf, steals us and now wants to give us back our money, great, but stealer must be judged. #syriatel #syria #syria #liban
Venerdì 17, i manifestanti che sono scesi per le strade della Siria come ogni Venerdì degli ultimi tre mesi, hanno risposto alla decisione Rami Makhlouf `chiedendo di rinunciare alle sue imprese.


Makhklouf è stato accusato dai manifestanti di corruzione e di monopolio su ogni tipo di attività in Siria, dalle telecomunicazioni ai media al settore immobiliare. E' stato anche accusato di coinvolgimento diretto nella pesante repressione sui manifestanti. Il fratello Rami, il colonnello Hafez Makhlouf, è il vice capo della Direzione Generale della Sicurezza e capo dei servizi segreti di Damasco.

giovedì 9 giugno 2011

Terzo settore: muove business da 60 mld. difficili rapporti con mercato


Fonte: Asca

(ASCA) - Roma, 8 giu - Il terzo settore e il mondo cattolico contribuiscono al PIL italiano per il 5% e occupano in forma retribuita almeno 750.000 persone, con un giro d'affari di oltre 60 miliardi di euro, ma il rapporto con il mercato risente di profonde difficolta' di diverso genere. 
Da parte del mondo religioso e del non profit gli acquisti sono una funzione problematica; da parte delle aziende non si riesce a cogliere tutte le opportunita' offerte da un'area economico-sociale che potrebbe rappresentare un polmone significativo di business. 
E' quanto emerge da una ricerca commissionata da Sevicol (struttura che da quasi cinquant'anni e' al servizio del dialogo tra comunita', enti religiosi, servizi sociali e aziende) a Lexis Ricerche e Gruppo Arete', i cui primi risultati saranno resi noti a Roma nell'ambito di un convegno, il 14 giugno dal titolo: ''Mondo cattolico, terzo settore e comunita': il rapporto con il mercato in tempi di crisi economica''. 
Intervengono rappresentanti primari delle realta' cattoliche e non profit e istituzioni del mondo economico e politico. 
Terra' una relazione S.E. 
Cardinale Giovanni Battista Re, che celebrera' una Messa inaugurale. 
A fronte dei nuovi scenari sociali, Sevicol ha creato un osservatorio permanente che rendera' noti i primi risultati al convegno del 14, e un portale (www.sevicol.it) le cui finalita' saranno illustrate nel corso dei lavori. 
Nel 2010, gli investimenti lordi in marketing sociale in Italia sono stati pari a 198 milioni di euro, con una crescita del 3,3% rispetto al 2009. 
Per le aziende, quindi, essere presenti sul portale Sevicol rappresentera' una via preferenziale per restare in contatto con un settore che contribuisce senz'altro a muovere l'economia.

mercoledì 8 giugno 2011

Frode per 3 miliardi, indagato Verdiglione

Sequestrate 2 ville nel milanese, chiusa inchiesta per 26 persone.


Fonte ANSA



MILAN - La Guardia di finanza di Milano ha notificato l'avviso di conclusione delle indagini nei confronti di 26 persone tra cui lo psicanalista Armando Verdiglione, accusati a vario titolo di emissione e utilizzazione di fatture per operazioni inesistenti, truffa in danno di istituto di credito per ottenere finanziamenti, truffa ai danni dello Stato e cioe' del ministero per i Beni culturali e appropriazione indebita. L'inchiesta che e' stata coordinata dal pm milanese Bruna Albertini ha portato inoltre il gip Cristina Mannocci a disporre il sequestro preventivo di due ville storiche in provincia di Milano tra cui Villa San Carlo Borromeo di Senago (ospita una delle sedi dell'Universita' del Secondo Rinascimento), il cui valore complessivo e' di circa 300 milioni di euro.


Nel corso delle indagini che sono iniziate circa due anni fa sono state scoperte fatture per operazioni inesistenti per circa 3 miliardi di euro mentre l'Iva evasa sarebbe stata, secondo gli accertamenti, di 300 milioni di euro. Armando Verdiglione negli anni '80 e' stato al centro di una serie di vicende giudiziarie relative all'attivita' sua, della sua fondazione e dei suoi collaboratori.


Le indagini della Guardia di Finanza, che hanno portato ad accertare un giro di fatture false per circa tre miliardi di euro, hanno riguardato un gruppo societario composto da associazioni culturali, fondazioni e onlus, riferibili allo stesso Verdiglione, che e' indagato con altre 25 persone, tra cui la moglie Cristina Frua De Angeli e altri collaboratori. Le Fiamme Gialle, durante gli accertamenti hanno scoperto un rilevante giro di transazioni finanziarie supportate da operazioni economiche fittizie - tra cui consulenze aziendali, commerciali e di marketing, corsi di formazione e di vendita e acquisto di opere d'arte - finalizzato all'evasione fiscale e ad ottenere linee di credito indebite da parte delle banche.


L'inchiesta ha portato alla luce anche fatture false per lavori edili riferibili alle dimore storiche del gruppo, e cioe' anche alle due ville sequestrate (la S.Carlo Borromeo di Senago e Villa Rasini di Medolago) con lo scopo di beneficiare di sovvenzioni pubbliche, visto l'interesse architettonico di due degli edifici. Tra le accuse contestate agli indagati, anche l'associazione a delinquere finalizzata all'emissione e all'utilizzo di fatture per operazioni inesistenti.

lunedì 6 giugno 2011

Maxi evasione da tre miliardi 26 denunce in fondazioni e Onlus

Fonte: Il Giorno


I finanzieri si sono imbattuti in un rilevante giro di transazioni finanziarie, supportate da operazioni economiche fittizie. Tra gli indagati un noto psicanalista. Sequestrate ville storiche per un valore di 300 milioni di euro



Milano, 7 giugno 2011 - La Guardia di finanza di Milano ha notificato l'avviso di conclusione delle indagini nei
confronti di 26 persone tra cui lo psicanalista Armando Verdiglione, accusati sia pure a vario titolo di emissione e utilizzazione di fatture per operazioni inesistenti, truffa in danno di istituto di credito per ottenere finanziamenti, truffa ai danni dello Stato e cioe' del ministero per i Beni culturali e appropriazione indebita.
L'inchiesta che e' stata coordinata dal pm milanese Bruna Albertini ha portato inoltre il gip Cristina Mannocci a disporre il sequestro preventivo di due ville storiche in provincia di Milano tra cui Villa San Carlo Borromeo di Senago (ospita una delle sedi dell'Universita' del Secondo Rinascimento), il cui valore complessivo e' di circa 300 milioni di euro.  Nel corso delle indagini che sono iniziate circa due anni fa sono state scoperte fatture per operazioni inesistenti per circa 3 miliardi di euro mentre l'Iva evasa sarebbe stata, secondo gli accertamenti, di 300 milioni di euro. 


Le indagini della Guardia di Finanza, che hanno portato ad accertare un giro di fatture false per circa tre miliardi di euro, hanno riguardato un gruppo societario composto da associazioni culturali, fondazioni e onlus, riferibili secondo gli investigatori allo stesso Verdiglione, che e' indagato con altre 25 persone, tra cui la moglie Cristina Frua De Angeli e altri collaboratori. Le Fiamme Gialle, durante gli accertamenti hanno scoperto un rilevante giro di transazioni finanziarie supportate da operazioni economiche fittizie - tra cui consulenze aziendali, commerciali e di marketing, corsi di formazione e di vendita e acquisto di opere d'arte - finalizzato all'evasione fiscale e ad ottenere linee di credito indebite da parte delle banche.


L'inchiesta ha portato alla luce anche fatture false per lavori edili riferibili alle dimore storiche del gruppo, e cioe' anche alle due ville sequestrate (la S.Carlo Borromeo di Senago e Villa Rasini di Medolago) con lo scopo di beneficiare di sovvenzioni pubbliche, visto l'interesse architettonico di due degli edifici. Tra le accuse contestate agli indagati, anche l'associazione a delinquere finalizzata all'emissione e all'utilizzo di fatture per operazioni inesistenti.